Canone Rai, il servizio di Striscia la Notizia: ‘non vi è traccia né di accordi né di pagamenti da parte delle segreterie nazionali dei partiti’

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Striscia la Notizia, nella puntata di mercoledì 27 ottobre, ha mandato in onda un servizio incentrato sulla proposta del nuovo amministratore delegato, Carlo Fuortes, che chiede di estendere il pagamento del canone anche a chi guarda la tv su telefonini e tablet. 

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A occuparsi della questione “Rai Scoglio 24”, la rubrica dedicata agli sprechi Rai di Pinuccio.

L’inviato del programma, Pinuccio, per evitare che questo canone aggiuntivo gravi sulle tasche dei cittadini, consiglia di riscuotere il canone dai big, ovvero dalle aziende con fatturati di miliardi e miliardi di euro che non lo pagano. 

In particolare, si fa riferimento ai partiti. “Per quel che ne sappiamo – interviene Bruno Maizzi, vice presidente Nazionale del Movimento Consumatori – nei partiti politici o movimenti non vi è traccia né di accordi né di pagamenti da parte delle segreterie nazionali per questo riconoscimento di canone speciale”. Ma “c’è qualche piccola sede di partito, magari dislocata nei paesini, che il canone lo paga. Così come è prassi in Italia, pagano solo i piccoli esercizi di vicinato e chi si prodiga per il prossimo, come nel caso di associazioni di volontariato e case famiglia”.

Canone Rai: arriverà anche per chi possiede smartphone e tablet? La proposta dell’ad della Rai

Anche chi possiede uno smartphone o un tablet potrebbe pagare, in futuro, il canone della Rai, come ha proposto l’amministratore delegato della tv pubblica, Carlo Fuortes, nel corso di un’audizione alla Camera dei Deputati.

Dietro la proposta di Fuortes si cela il tentativo di trovare una soluzione al calo di introiti della Rai, derivato anche da una netta diminuzione del guadagno sul fronte commerciale. L’ad Rai ha inoltre precisato che l’entità del canone, in Italia, èben distante da quello delle tv pubbliche di altri Paesi: in Francia i cittadini pagano 138 euro, in Svizzera addirittura 312.

Il canone Rai smartphone dovrebbe funzionare allo stesso modo di quello per la televisione: se in una famiglia di cinque persone si possiedono due televisori e 5 smartphone, il canone da pagare sarebbe uno. La Rai vorrebbe individuare quelle persone che non pagano il canone perché non possiedono una tv, ma che possono accedere ai programmi di Rai1, Rai2, Rai3 attraverso un dispositivo mobile.

Il mondo politico tuttavia si è fortemente opposto, quindi è difficile che in futuro questa proposta possa diventare realtà. 

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