Toninelli: «Brunetta vergognoso su evasione fiscale». Il ministro per la Pa querela: «Non si tratta affatto di eliminare i controlli, ma dell’esatto contrario»

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«Da una parte la caccia ai furbetti del reddito. E ci sta! Dall’altra la folle e opposta proposta di Brunetta di chiamare al telefono le imprese prima di un controllo per verificare se rispettano le regole. State certi che non glielo permetteremo. L’imprenditore che evade va perseguito esattamente come il furbetto del reddito».

Così su Facebook il senatore del Movimento 5 Stelle Danilo Toninelli.

Guarda il video:

Cominardi: «Piano inquietante di Brunetta sul sistema dei controlli»

«Sentite il piano inquietante di Brunetta sul sistema dei controlli – “Prima di ogni controllo ci sarà una telefonata, finalizzata a programmare il controllo, a specificare la natura del controllo, a individuare i contenuti del controllo, a individuare i documenti necessari per quel controllo, a individuare i giorni in cui questo controllo arriverà….”». Lo ha fatto notare in un post su Facebook il parlamentare del M5S Claudio Cominardi.

«Ma io dico, in Italia, i problemi sono proprio all’opposto! Quante morti sul lavoro dobbiamo ancora vedere? Quante decine di miliardi di euro di evasione contributiva dobbiamo accettare passivamente? Quante truffe ancora ai danni dello Stato dobbiamo subire? Quanta impunità dobbiamo ancora sopportare? Brunetta propone il “controllo concordato”, ci rendiamo conto della gravità di queste parole!?» ha scritto ancora Cominardi.

«Tutto ciò mentre quotidianamente si discute unicamente e a reti unificate degli abusi sulla misura del reddito di cittadinanza. Parliamo di poche decine di milioni di euro all’anno, rispetto a svariate decine di miliardi di euro evasi da faccendieri e imprenditori di rapina senza che questi facciano notizia. Perché i telegiornali, i talk show televisivi e la stampa in generale hanno deciso di colpire una Legge dello Stato di iniziativa del MoVimento 5 Stelle che aiuta la persone in difficoltà, anziché i soliti grandi gruppi di potere. Le parole di Brunetta gridano vendetta al cospetto di tutti i cittadini italiani che compiono tutti i giorni sacrifici nel rispetto delle regole, a partire dalla stragrande maggioranza degli imprenditori onesti», ha concluso il deputato.

Brunetta querela Toninelli

«Non si tratta affatto di eliminare i controlli, ma dell’esatto contrario: bisogna renderli più efficaci nell’effettiva tutela degli interessi pubblici».

Così in una nota il ministro per la Pa Renato Brunetta, annunciando che querelerà il senatore del M5S Danilo Toninelli.

«Qualunque altra lettura è falsa e disinformata. Per questi motivi ho dato mandato ai miei legali di sporgere querela per diffamazione nei confronti del senatore M5S Danilo Toninelli per le gravi e infondate affermazioni nei miei riguardi contenute in un post e in un video su Facebook», ha affermato Brunetta.

«Meno adempimenti formali superflui e più lotta all’evasione fiscale, più tutela della sicurezza dei lavoratori, dell’ambiente della salute, nel rispetto dei principi dell’efficienza, dell’efficacia e della proporzionalità del rischio. Si tratta, in sintesi, di razionalizzare i controlli routinari garantendo buona burocrazia alla buona impresa» ha concluso il ministro.

4 COMMENTS

  1. è il sistema marcio che si difende contro chi lo vorrebbe sconfiggere, come il M5S ha cercato di seppellire la vecchia repubblica della partitocrazia autoreferenziale è stato massacrato sia dal cdx che dal csx, ma i cittadini non lo capiscono essendo assopiti nelle coscienze da una stampa cinica e mercenaria.
    Il M5S per vincere l’avversario deve utilizzare gli stessi strumenti mediatici che usa il sistema marcio.

  2. in tutti i Paesi democratici e civili dove esiste un sussidio per la povertà esistono i furbi che lo percepiscono senza averne diritto, ma nessuno a DX e SX pensa di eliminarlo in quanto funge da ammortizzatore sociale evitando derive violente.
    Chi desidera eliminarlo ha bisogno di disoccupati da pagare in nero, oppure manovalanza a basso costo.
    Italia, un Paese in perenne guerra civile tra cittadini, partiti, gruppi di potere e chi più ne ha più ne metta di conflitti d’interessi a scapito dello Stato. Vedere per credere quel senatore della repubblica che fa attività di lobbying per interessi privati.

  3. la RAI tv di Stato che dovrebbe garantire pluralità e libertà d’informazione è stata condannata a risarcire dopo la sua morte Oliviero Beha con 180 mila euro (soldi pubblici).

    Pochi ricordano la vicenda, pochi sanno il perché fu demansionato.
    Questo un assaggio della vicenda di cui il giornalismo italiano dovrebbe vergognarsi:
    https://www.vigilanzatv.it/rai-condannata-dalla-cassazione-a-risarcire-gli-eredi-di-oliviero-beha/

    Che lo stimato e rimpianto Beha avesse più o meno ragione su ciò che raccontava è relativo, è invece importante sapere che forniva al pubblico (pagante un canone) una o più versioni su fatti e misfatti di un certo ambiente amatissimo da milioni di italiani, concedendo ai fruitori del servizio pubblico non solo un’informazione libera ma formativa per le coscienze dei cittadini.

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