Roma, Diaco (M5S): ‘Guardate che scena: in 15 a fissare un tombino’

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“Guardate che scena: in 15 a fissare un tombino! Verrebbe da ridere se non fosse che, tra i ‘manhole – watchers’ (gli osservatori del tombino), figurano anche il neo sindaco Gualtieri e il suo assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi. Peraltro lo sturamento dei tombini a cui hanno voluto fortemente assistere (rigorosamente a favore di obiettivo) sembra non avere apportato alcun beneficio concreto alla città, alla luce degli allagamenti odierni”.

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Così Daniele Diaco in un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, e ha aggiunto: “Anche la ‘beffa’ di una totale perdita di tempo per la massima carica cittadina e il suo assessore fresco di nomina che, a quanto pare, non avevano questioni più urgenti da sbrigare che riunirsi dinanzi a un tombino e fissarlo”.

Il Portavoce M5S all’Assemblea Capitolina, in un altro post pubblicato sul proprio profilo Facebook, ha affermato: “Fino al 18 ottobre i cinghiali erano ‘colpa daa Raggi’. Adesso, con Gualtieri e il PD al Campidoglio, Striscia la Notizia viene ‘fulminata sulla via di Damasco’ e capisce che la responsabilità è della Regione Lazio e di Zingaretti”.

“Il PD al governo di Roma ha fatto un vero e proprio miracolo: far comprendere una legge regionale del 1995 a chi proprio non voleva capirla o fingeva di non afferrarne il senso. Adesso che ci sono i dem non è più ‘colpa deeee Gualtieri’, bensì ‘deeee Zingaretti’. Come cambiano le cose ai tempi del Pd…” .

E Andrea Severini sul proprio profilo Facebook è intervenuto osservando: “Ti vedo un po’ troppo….. Lo stile, la correttezza di comportamenti verso gli altri non è nelle tue corde. Ora che le cose verranno al pettine,  caro (si fa per dire) Zingaretti, prenditi le tue responsabilità. Veramente di basso profilo questa tua reazione degna del peggior PD. Che i cinghiali e le discariche (a proposito dove la volete fare a Roma?) siano con te! I romani apriranno gli occhi e capiranno quello che avete fatto per 5 anni, anzi quello che non avete fatto solo per colpire e affossare senza mai pensare al bene della città” ha concluso il marito della Raggi.

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1 commento

  1. questo è uno dei motivi del perché la stampa/editoria non va più finanziata con i soldi pubblici elargiti con generosità dalla politica marcia, presunti giornalisti che in “società” con la partitocrazia hanno un solo obiettivo, pubblicare quotidianamente menzogne per screditare l’avversario politico, mistificare la realtà per fottere il cittadino/elettore, che ingenuamente ci casca a piè pari.

    Andrebbe diffusa la notizia che il fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria prevede 230 milioni per gli anni 2022 e 2023, altri 120 milioni riguardano la proroga del credito di imposta per l’acquisto della carta. In oltre che l’istituto PRIVATO di previdenza dei giornalisti INPGI rischia il fallimento economico/finanziario per centinaia di milioni di euro, che la soluzione è farla confluire nell’INPS a spese pubbliche?

    Non cambia nulla in questa italietta marcescente dove i governi della partitocrazia STATALIZZANO i debiti dei privati e PRIVATIZZANO gli utili !!!!

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