Arrestate due vigilesse di Agliana: vessavano colleghi e cittadini

0
13402
Pubblicità

Due dipendenti della polizia municipale di Agliana (Pistoia) sono state arrestate con le accuse di atti persecutori, falso ideologico, calunnia e rivelazione di segreti d’ufficio.

Pubblicità

Si tratta della comandante Lara Turelli e dell’agente Claudia Vilucchi. I carabinieri della compagnia di Pistoia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Pistoia, hanno sottoposto ai domiciliari le due vigilesse “gravemente indiziate”. In particolare, Turelli è anche accusata di furto aggravato, ovvero delle chiavi della vettura di una sua collega. 

L’indagine, condotta dai carabinieri delle stazioni di Quarrata e Montale, con la collaborazione della sezione di polizia giudiziaria dell’Arma, è nata, spiega un comunicato diffuso dall’Arma, dalle dichiarazioni di una ex collega delle due indagate, che nel novembre 2020 si era recata presso la caserma di Quarrata per presentare una denuncia di furto per le chiavi della sua auto, sottratte dal suo armadietto presso la sede della Polizia municipale di Agliana dove prestava servizio in qualità di agente. 

Il fatto destò subito alcuni sospetti, anche perché la vettura non venne rubata, così come nulla al suo interno. I militari iniziarono alcuni accertamenti, tra i quali l’acquisizione di filmati, l’escussione di persone potenzialmente informate sui fatti, e la riconvocazione della denunciante per approfondire le circostanze del furto. Durante queste preliminari attività,  si è scoperto un clima di forte tensione all’interno della Polizia municipale di Agliana, determinato da comportamenti apertamente ostili nei confronti di alcuni dipendenti “non graditi”. Questi comportamenti, “concretizzatisi in plurimi e pretestuosi procedimenti disciplinari, demansionamenti arbitrari, ingiurie alla presenza di altri colleghi e anche di privati cittadini”, si erano accentuati da quando in quel comando era arrivata una nuova agente, Claudia Vilucchi, assunta nonostante fosse colpita da una sentenza passata in giudicato per il reato di calunnia e fosse stata precedentemente licenziata da un altro comando di Polizia municipale toscano per aver omesso questa informazione ai fini dell’assunzione. In virtù dell’assenza dei requisiti previsti per l’assunzione, sarebbero stati stati prodotti documenti falsi finalizzati alla riconferma nel ruolo dell’agente. 

Nel corso delle indagini, sono emersi altri elementi tali da ritenere che le indagate inviassero esposti anonimi e accusatori nei confronti di chiunque si opponesse al loro progetto di “modellare” il comando di Agliana “a loro immagine e somiglianza”. Questi scritti, in violazione del segreto d’ufficio, venivano inviati anche ad alcuni organi di stampa locale con “l’intento di accrescere il clima di pressione intorno alle vittime del loro disegno, additandole quali responsabili di abusi e reati”. Le due indagate sono state quindi sottoposte agli arresti domiciliari  perché in virtù del ruolo e della funzione ricoperta, sono state ritenute potenzialmente in grado di reiterare i reati e di alterare eventuali ulteriori elementi probatori. Contestualmente, gli uffici del comando della Polizia Municipale di Agliana sono stati sottoposti a perquisizione, con il sequestro di supporti informatici e documenti ritenuti utili ai fini investigativi.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui