Sondaggio Ipsos, Pagnoncelli: ‘Il centrodestra alle urne batterebbe anche una coalizione «allargata». Ma c’è il fattore centro’

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Nando Pagnoncelli, nel consueto sondaggio per il Corriere della Sera, ha tracciato un quadro del Parlamento che potremmo avere in caso di elezioni politiche anticipate, sulla base degli orientamenti di voto più recenti.

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Il sondaggio ha preso in considerazione “un campione di intervistati di grandi dimensioni (31.400 interviste), distribuito in modo «granulare» nei singoli collegi elettorali, ed è basata su scenari di coalizioni diverse e sull’aggregazione di alcune forze minori attualmente stimate al di sotto della soglia di sbarramento prevista dalla legge elettorale” ha spiegato Pagnoncelli. 

Pagnoncelli sottolinea di guardare con cautela l’analisi dei dati perché “le stime riguardanti i collegi maggioritari sono state realizzate in assenza dei candidati, che possono «spostare voti»; va poi considerato l’elevato numero di collegi «contendibili» (quelli più incerti, nei quali la differenza tra le coalizioni è inferiore al 5 per cento), che al momento è pari a 65 su 147 alla Camera e 35 su 74 al Senato”.

Nel primo scenario tracciato, vi è una netta prevalenza della coalizione di centrodestra (Lega, FdI e FI) su quella giallorossa (Pd, M5S e una lista Sinistra italiana-Art.1): 211 seggi a 169 alla Camera e 104 a 84 al Senato. I restanti seggi attribuiti su base proporzionale sarebbero assegnati a due ipotetiche liste «centriste», una raggruppa Azione e +Europa, la seconda Italia viva, Coraggio Italia e Noi con l’Italia.

Il secondo scenario prevede la presenza di una coalizione composta da Forza Italia alleata alle due liste «centriste». Così si otterrebbe un pareggio tra la coalizione giallorossa accreditata di 182 seggi alla Camera e 90 al Senato e quella tra Lega e FdI che si attesterebbe a 181 seggi alla Camera e 91 al Senato. La coalizione di centro otterrebbe 35 deputati e 16 senatori. 

Il terzo scenario, basato su una coalizione di (quasi) tutti i partiti contrapposti alle tre forze del centrodestra, farebbe registrare un vantaggio di quest’ultimo sia alla Camera (200 a 190) sia al Senato (99 a 94), decisamente più risicato rispetto al primo scenario.

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