La paralisi nel sonno è un nuovo sintomo associato alla variante Omicron

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Tra i nuovi sintomi associati alla variante Omicron del coronavirus SARS-CoV-2 ci sarebbe anche la “paralisi nel sonno”, un disturbo che impedisce di muoversi e parlare al risveglio o appena prima di andare a dormire. 

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Il Sistema Sanitario Nazionale britannico (NHS) ha descritto tale esperienza spiegando che “può essere spaventosa”, ma che “è innocua e la maggior parte delle persone la sperimenterà solo una o due volte nella vita”. 

Nelle ultime settimane si è registrato un incremento di questa condizione, contestualmente alla diffusione della nuova variante emersa in Sudafrica.   

Come riportato dal quotidiano Express e da altre testate britanniche, nei social network stanno girando numerosi post in cui le persone positive tra i vari sintomi lamentano anche la paralisi nel sonno. I disturbi del riposo sono aumentati dall’inizio della pandemia, non solo per le conseguenze fisiche, ma anche a causa dello stravolgimento delle nostre vite. La paralisi del sonno però sembra essere più diffusa da quando la variante Omicron ha iniziato a circolare, sebbene non ci siano conferme che si tratti di una conseguenza diretta del virus; potrebbe essere solo un riflesso del maggiore stress causato dalla nuova, dirompente ondata di contagi.

“Potrebbe essere l’infezione del virus stessa ad avere un impatto sulla regolazione del sonno nel cervello, dato che sono stati segnalati effetti neurologici da Covid”, ha dichiarato al MailOnline la dottoressa Kat Lederly, esperta di terapia del sonno. La scienziata ritiene più probabile che l’aumento dei casi di paralisi del sonno “sia dovuto allo stress derivante dai grandi cambiamenti nel modo in cui stiamo vivendo le nostre vite in questo momento, all’incertezza e all’ansia che stiamo affrontando e che stanno impattando sul nostro sistema del sonno”. 

Secondo altri esperti la paralisi del sonno potrebbe essere un effetto combinato del virus e dello stress. “Una volta che il nostro schema del sonno viene interrotto a causa di problemi di salute o ansia, allora rimaniamo bloccati in un ciclo in cui iniziamo ad associare il letto alla veglia”, ha dichiarato all’Express la dottoressa Kathryn Pinkham, consulente del NHS e fondatrice della Insomnia Clinic. “Ad esempio, più tempo passiamo nel letto a rigirarci e rigirarci incapaci di dormire, più iniziamo a mettere in relazione il nostro letto con l’essere svegli. Allo stesso modo, più siamo iper-vigili e ansiosi riguardo al sonno, peggiore diventa il ciclo. La paralisi del sonno è associata alla privazione del sonno, quindi questo spiegherebbe in qualche modo perché Covid e paralisi del sonno sono collegati”, ha aggiunto la dottoressa Pinkham.

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