Stop al reddito di cittadinanza alla seconda offerta di lavoro rifiutata

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Numerose le modifiche apportate al Reddito di Cittadinanza.

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In particolare, si prevede la riduzione già dal primo mese dopo il rifiuto della prima offerta di lavoro, anche se non potrà mai portarlo complessivamente al di sotto dei 300 euro mensili.

Si prevede inoltre la decadenza dal beneficio al rifiuto della seconda offerta di lavoro e non alla terza, come finora previsto. Viene riformato il concetto di offerta di lavoro congrua, rendendola meno difficile da rifiutare. La prima offerta di lavoro sarà congrua se distante meno di 80 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o comunque raggiungibile nel limite temporale massimo di 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici. La seconda offerta sarà sempre congrua in tutto il territorio italiano.

Per quanto riguarda la tipologia contrattuale, non sono più congrue solo le offerte a tempo indeterminato, ma anche i part time almeno al 60 per cento e le offerte a tempo determinato e in somministrazione di durata non inferiore a 3 mesi. Attraverso la revisione dei sistemi incentivanti e disincentivanti, si tenta di rendere più conveniente il ritorno al lavoro da parte dei beneficiari del reddito di cittadinanza. La novità più rilevante riguarda l’incentivazione all’assunzione anche a fronte di contratti di lavoro a tempo determinato.

Le agenzie per il lavoro, potranno accedere alla piattaforma digitale del reddito di cittadinanza integrata anche con i dati dei beneficiari di indennità per disoccupazione involontaria, e riceveranno il 20 per cento dell’incentivo riconosciuto ai datori di lavoro in caso di assunzione di un percettore di reddito, nel limite dell’importo mensile del reddito di cittadinanza percepito dal lavoratore e comunque non superiore a 780 euro mensili e non inferiore a 5 mensilità, a seguito di specifica attività di mediazione.

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