Beppe Grillo indagato per contratti con Moby, Crosetto: «Modo facile per ‘richiamare all’ordine’ un nemico politico. Chissà perché oggi»

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«Oggi Beppe Grillo è stato indagato per traffico di influenze, reato assurdo, indefinito, arbitrario, su cui si può indagare chiunque. Un modo facile per “sporcare” un nemico politico, “richiamarlo all’ordine”, in un Paese dove un avviso di garanzia è condanna. Chissà perché oggi».

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Lo ha scritto su Twitter Guido Crosetto, cofondatore di Fratelli d’Italia.

Beppe Grillo è indagato a Milano per traffico di influenze illecite per alcuni contratti pubblicitari sottoscritti dalla compagnia di navigazione Moby con il blog Beppegrillo.it. I finanzieri, nell’inchiesta che vede indagati Beppe Grillo e il patron di Moby Vincenzo Onorato con l’ipotesi di reato di traffico di influenze illecite, stanno effettuando perquisizioni negli uffici della Beppe Grillo srl e nella sede legale della Casaleggio associati. L’inchiesta riguarda anche un contratto per 600 mila euro annui sottoscritto dalla stessa Casaleggio Associati con Moby spa nel triennio 2018-2020.

Nell’indagine della Procura di Milanovci sono elementi «che fanno ritenere illecita la mediazione operata» da Beppe Grillo, in merito alle richieste di interventi avanzate da Vincenzo Onorato e veicolate dal fondatore dei Cinque Stelle a «parlamentari in carica», «in quanto finalizzata ad orientare l’azione pubblica dei pubblici ufficiali in senso favorevole agli interessi del gruppo Moby», si legge nel decreto di perquisizione eseguito dalla Gdf nell’inchiesta milanese che ipotizza il reato di traffico di influenze illecite per pagamenti su contratti pubblicitari.

Vincenzo Onorato ha chiesto a Beppe Grillo una serie di interventi a favore di Moby spa che il leader del Movimento 5 stelle «ha veicolato a esponenti politici trasferendo quindi» all’armatore «le relative risposte», si legge nel comunicato del Procuratore della Repubblica di Milano facente funzione Riccardo Targetti in merito all’indagine in cui Grillo è indagato in quanto la sua società ha percepito da Moby spa 120 mila euro all’anno nel 2018 e nel 2019.

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