Grillo indagato, Ferrara (M5S): «I quotidiani danno enorme risalto all’indagine, ma non si scandalizzano che il centrodestra vuole eleggere un condannato per frode fiscale al Quirinale»

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«La magistratura farà il suo corso e va rispettato il ruolo, ma la fiducia nei confronti di Beppe Grillo è piena. Beppe, da quando ha iniziato a fare politica, ci ha solo perso economicamente. Il suo obiettivo è sempre stato il bene comune».

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Lo ha scritto in un post su Facebook il senatore del M5S, Gianluca Ferrara.

«Ciò che dovrebbe far riflettere è che i maggiori quotidiani italiani, che oggi danno enorme risalto a questa indagine, nei giorni scorsi non si sono scandalizzati che il centro destra vuole eleggere alla massima carica dello Stato, un piduista condannato per frode fiscale che secondo i giudici della Cassazione ha pagato la mafia. Questa incoerenza mi fa pensare alla parabola evangelica della trave e della pagliuzza», ha concluso Ferrara.

Beppe Grillo è indagato a Milano per traffico di influenze illecite per alcuni contratti pubblicitari sottoscritti dalla compagnia di navigazione Moby con il blog Beppegrillo.it. I finanzieri, nell’inchiesta che vede indagati Beppe Grillo e il patron di Moby Vincenzo Onorato con l’ipotesi di reato di traffico di influenze illecite, stanno effettuando perquisizioni negli uffici della Beppe Grillo srl e nella sede legale della Casaleggio associati. L’inchiesta riguarda anche un contratto per 600 mila euro annui sottoscritto dalla stessa Casaleggio Associati con Moby spa nel triennio 2018-2020.

Nell’indagine della Procura di Milanovci sono elementi «che fanno ritenere illecita la mediazione operata» da Beppe Grillo, in merito alle richieste di interventi avanzate da Vincenzo Onorato e veicolate dal fondatore dei Cinque Stelle a «parlamentari in carica», «in quanto finalizzata ad orientare l’azione pubblica dei pubblici ufficiali in senso favorevole agli interessi del gruppo Moby», si legge nel decreto di perquisizione eseguito dalla Gdf nell’inchiesta milanese che ipotizza il reato di traffico di influenze illecite per pagamenti su contratti pubblicitari.

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