Gratteri: ‘Le mafie stanno per mettere le mani sui soldi del Pnrr’

1
2633
Pubblicità

“I clan mafiosi si stanno attrezzando per mettere le mani sui soldi del Pnrr. Ne stanno discutendo in modo concreto”.

Pubblicità

Lo ha detto a “Dimartedì” (La7) il sostituto procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri.

“Sin dagli anni ‘70, le mafie sono leader nel mondo dell’edilizia pubblica e privata. Abbiamo già visto col Superbonus 110% come sia facile realizzare le truffe, anche perché è bassissimo il rischio che si celebri un processo o che i mafiosi vengano condannati a una pena non conveniente” ha aggiunto.

Alla domanda del conduttore Giovanni Floris, se questa situazione dipenda dalla mancanza di polso dei giudici o delle forze dell’ordine o della politica, il magistrato ha risposto: “Io dico che c’è un concorso di colpe e che cambiano solo le percentuali, ma la responsabilità principale è della politica, dei governi e del Parlamento, che non creano norme proporzionate e proporzionali alla realtà criminale. Fare una truffa aggravata per milioni di euro – continua – può comportare una condanna di 2 o 3 anni di carcere, se e quando si celebra il processo. Quindi, il gioco vale la candela. Cosa sono 2 o 3 anni di carcere a fronte dei 20 che si rischiano importando chili di cocaina? È solo un discorso di convenienza: finché sarà conveniente delinquere, si commetteranno questi reati. Il rischio è bassissimo, perché la sanzione è minima”.

Sull’allarme delle truffe legate ai soldi del Pnrr, Gratteri ha osservato: “Già col Superbonus 110% sono spariti oltre 4 miliardi di euro. Questi soldi vanno nelle tasche dei mafiosi e di chi ha fatto la truffa aggravata. Almeno il 50% dei processi su queste truffe non arriverà in appello, perché si tratta di reati per cui non è previsto l’arresto e siccome ad oggi nei tribunali si celebrano solo processi coi detenuti a causa del basso numero di magistrati, un processo per truffa aggravata andrà in coda. Quindi, il rischio è minimo”.

“Il sistema giudiziario non è proporzionato alla realtà criminale. Bisognerebbe alzare l’asticella, cioè, nel rispetto della Costituzione, bisognerebbe rendere non conveniente delinquere” ha concluso.

Pubblicità

1 commento

  1. ovvio che il Mitico Gratteri deve usare la parola mafie, in realtà trattasi della partitocrazia parte integrante delle lobby e logge di potere che si spartiscono l’Italia, senza i partiti collusi le lobby e logge non otterrebbero nulla.
    Ergo, combattere le mafie non serve a risolvere il problema, è come cercare di asciugare il pavimento allagato senza chiudere il rubinetto dell’acqua!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui