Tridico (Inps): stop al lavoro povero

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Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in una intervista ad “Avvenire” spiega che “in Italia 4,5 milioni di lavoratori guadagnano meno di 9 euro lordi l’ora con entrate mensili nette intorno o sotto i mille euro. Si concentrano nella logistica, ristorazione, turismo e assistenza alle persone. E sotto 9 euro stanno il 38 per cento dei giovani, il 16 per cento degli over 35 anni, il 21 degli uomini e il 26 delle donne”. “Dagli inizi degli anni 90 – continua – i salari, in media ed in termini reali, si sono ridotti di circa il 2 per cento. I motivi vanno ricercati da una parte nella frammentazione del mercato del lavoro, che utilizza, in alcuni settori, il salario e la flessibilita’ come una leva di competizione. Dall’altra la scarsa dinamica della produttivita’ del lavoro, che non permette in molti casi distribuzione di ricchezza. Ma e’ un cane che si morde la coda, e che ha portato molti economisti — inclusi Nobel per l’Economia – a ritenere che in molti casi gli stessi aumenti di salario possono portare aumenti di produttivita’, poiche’ spingono le produzioni su frontiere tecnologiche piu’ elevate, allocano piu’ efficientemente il lavoro e orientano investimenti a piu’ alta intensita’ di innovazione, con maggiori guadagni di produttivita’”.

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Cosa sta succedendo in questa fase di ripresa post pandemia? “C’è una crescita dell’occupazione, ma anche del lavoro a tempo determinato e una frammentazione ulteriore delle forme di lavoro, dal part time a forme precarie come tirocini extra-curriculari, e lavoro intermittente. Nel 2021, quando il Pil è cresciuto del 6,5%, su oltre 1 milione di nuovi rapporti di lavoro ne abbiamo avuti meno di 200mila a tempo indeterminato, circa 600mila a tempo determinato, e 200mila in altre forme quali apprendistato e somministrazione. Ha contributo a questo anche la sospensione del decreto Dignità, che limitava il lavoro a termine. Aveva un senso sospenderlo nel 2020, ma oggi andrebbe riattivato. In questo contesto, la crescita del Pil c’è, ma senza sviluppo economico ed umano, e aumentano le disuguaglianze. La lotta alle disuguaglianze al contrario, nel solco dei valori e della dignità del lavoro di cui ha parlato il Presidente Mattarella, fa crescere il Paese e porta benessere diffuso, strutturale. Già prima della pandemia, comunque, la disuguaglianza salariale era quasi raddoppiata: tra il 1985 e il 2018 la varianza (scostamento dalla media, ndr) è passata da 0,24 a 0,44”, ha risposto Tridico.

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1 commento

  1. penso che questo ministro non e capace manco di fare lavorare i propri dipendenti che le cose sono due ho non sanno lavorare ho non vogliono lavorare ci sono migliaia di pratiche già definite da oltre tre anni e tanta gente aspetta i soldi, telefonate avvocati sindacati,, ma niente da fare ognuno e dio quando e al potere adesso mandiamo tutto in procura e poi pubblicheremo sul queb da quando l’inpis a preso in carica tutte le pratiche delle forze del ordine ed impiegati statali e diventato un macello, non ci capiscono niente e qualcuno si sta facendo i soldi con i soldi depositati si gli interessi, non ci puo nessuno manco l’antimafia. e abbiamo visto stasera con una sentenza che dire di piu

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