‘Cameriere, badanti e amanti’, polemica sul Tg3 per il fuorionda sulla comunità ucraina

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Durante l’edizione straordinaria del Tg3 in onda nel pomeriggio del 24 febbraio, condotta dal giornalista Mario Franco, con in studio ospiti Lucia Annunziata e Antonio Di Bella, è scappato qualche commento di troppo.

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Nel corso del collegamento con l’esterno dell’ambasciata russa a Roma, dove il segretario del Partito Democratico Enrico Letta ha organizzato un sit in di protesta, il parlamentare esprimeva solidarietà e vicinanza nei confronti delle “centinaia di migliaia di persone che rappresentano la comunità ucraina in Italia”, probabilmente Lucia Annunziata si è lasciata andare ad un commento infelice, ma sfortunatamente il microfono era aperto.

“Centinaia di migliaia di cameriere e badanti…”, sembra abbia detto la conduttrice di In Mezz’ora e pare farle eco l’ex direttore di Rai3 e attuale responsabile del Day Time Rai, Antonio Di Bella, seduto accanto a lei in studio: “… e amanti”, aggiunge la voce maschile.

Il tutto circola sui social network, e non mancano le critiche per le generalizzazioni pronunciate con leggerezza ritenute offensive nei confronti di una comunità molto corposa. Sono poco più di 230 mila i cittadini ucraini residenti in Italia, si tratta della quarta comunità per presenza nel nostro Paese, composta per il 78,6 per cento da donne e il 21,4 per cento da uomini, di cui 21 mila i minori. Sono questi i dati che emergono dal Rapporto sulla presenza delle comunità straniere in Italia aggiornato al 2020 e redatto dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali aggiornato al 2020.

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1 commento

  1. dimostra la cultura che non ha per professare il giornalismo, ammesso che il giornalismo esista ancora in questa repubblichina dove l’editoria viene finanziata con soldi pubblici, che l’istituto di previdenza dei giornalisti è in fallimento per 250 MLN di euro circa, che verrà assorbito dall’INPS, che i pensionati giornalisti percepiranno un indennità mensile maggiore a parità di versamenti con il resto dei lavoratori, direi che ormai la professione del giornalismo è essenziale come quella dei raccoglitori di palline da golf.

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