Ferrara (M5S): «Mandare ‘armi letali’ all’Ucraina aumenta in maniera esponenziale le probabilità che possa esserci celermente un’escalation senza ritorno»

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«Mandare “armi letali” all’Ucraina aumenta in maniera esponenziale le probabilità che possa esserci celermente un’escalation senza ritorno. Sarebbe interpretata dai russi come una dichiarazione di guerra e qui non stiamo dichiarando guerra all’Isola delle Rose, ma a una potenza nucleare in possesso di 6000 ordigni atomici. Putin ha già avvertito che colpiranno convogli che trasportano armamenti. A mio avviso, in questa fase, serve estrema lucidità e prudenza. Anche perché a pagarne il prezzo più salato sarebbe l’Europa».

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Lo ha detto in un’intervista a ‘Repubblica’ il senatore del Movimento 5 Stelle, Gianluca Ferrara.

«Cosa dovrebbe fare la politica? «Veniamo da anni estremamente complessi, prima la crisi finanziaria dei mutui subprime che ha destabilizzato il sistema finanziario ed economico, poi il terrorismo con al Qaeda e Isis che ha inoculato paura e diffidenza, da due anni siamo in guerra contro un nemico invisibile che ha causato milioni di morti mettendo a dura prova il sistema sanitario ed economico.
Oggi, non possiamo permettere che questo conflitto degeneri, i cittadini ci chiedono pace. Nostro compito è garantirgliela. Se a prevalere sono le pallottole e non le parole, significa che la politica ha fallito e noi non possiamo permetterci un fallimento», ha spiegato Ferrara, che alla domanda se si ritenga un pacifista, ha risposto: « No, ma credo nella non violenza attiva: non è sufficiente esporre una bandiera della Pace. La nostra Costituzione e l’Italia repubblicana sono nate in virtù del sacrificio di tanti giovani che si sono opposti anche abbracciando un fucile. Io credo che il nostro orientamento debba essere quello che fu tracciato dalla Costituente, nella fattispecie con l’art.11 che recita che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».

«L’aggressione di Putin è inaccettabile e nessuna spiegazione di natura geopolitica può giustificare questo crimine. In questo momento di estrema tensione è auspicabile non incrementare il numero delle armi che non muterebbero i rapporti di forza, ma occorre puntare su sanzioni severe, far leva sull’opinione pubblica russa, agevolare subito corridoi umanitari e rafforzare il ruolo dell’Osce. In questo momento, anche se traballante, c’è un tavolo che va sostenuto con tutte le nostre forze. Poi sarebbe auspicabile intraprendere una seria riflessione sul perché la Nato si sia spinta fino alle porta di Mosca sebbene, nel 1991 a Gorbačëv, gli fosse stato promesso che non sarebbe avanzata verso Est “nemmeno di un pollice”», ha detto ancora il senatore pentastellato.

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