Gratteri: le mafie faranno affari con il traffico di armi

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“Dopo le guerre, siccome ci sono centinaia e centinaia di armi incustodite, nelle mani non degli uomini delle istituzioni, c’e’ il mercato nero”. Lo afferma il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, in un’intervista al giornale on line “la Nuova Calabria”, rispondendo in merito ad un possibile interesse della criminalita’ organizzata per la guerra in Ucraina e in particolare per il mercato nero delle armi. Gratteri, magistrato considerato fra i massimi esperti delle dinamiche della criminalita’ organizzata, fa l’esempio di quanto accaduto in Bosnia: “Ogni nucleo familiare ha 10 kalashnikov, 20 chili di plastico C-3 e C-4, bazooka, ogni famiglia ce le ha sotterrate vicino casa. La ‘ndrangheta piu’ volte ha comprato plastico C-3 e C-4 dall’ex Jugoslavia, dalle organizzazioni criminali pugliesi ha comprato armi oppure ha barattato armi in cambio di droga o di cocaina. I paesi dell’ex Jugoslavia sono diventati un supermarket di armi da guerra. Quando sara’ finita questa guerra dice – sara’ un’occasione per comprare armi nuove e sofisticate”.

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Gratteri ha anche parlato di mafia in relazione all’emergenza covid: “almeno due anni pieni di attività commerciali ridotti all’osso, soprattutto il mondo dell’imprenditoria e il mondo della ristorazione. Le mafie hanno fatto shopping, hanno comprato a prezzi da outlet attività commerciali e imprenditoriali. Anzi, hanno fatto qualcosa di molto più sofistico, cioè di lasciare come titolare formale il proprietario dell’attività di ristorazione ma in realtà lavora per riciclare i soldi del mafioso. Dal problema Covid non ne siamo usciti e non ne stiamo uscendo. In qualsiasi città si vedono molte saracinesche abbassate, molte attività abbandonate e moltissimi passaggi di proprietà”, ha spiegato.

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