Il ministro moldavo Popescu: «Sarebbe troppo pericoloso entrare nella Nato, ci stiamo preparando al peggio»

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«Nessuno si aspettava le bombe su Kiev, ma è successo. Siamo il Paese più fragile della zona e non posso negare che ci stiamo preparando al peggio. La crisi c’è già».

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Lo ha detto in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ Nicu Popescu, ministro degli Esteri e dell’Integrazione europea della Moldavia.

«Viviamo già una crisi umanitaria. Tra poco non avremo più modo di accogliere dignitosamente i rifugiati. Siamo solidali, ma abbiamo bisogno di un aiuto concreto dagli altri Paesi e di un piano per ricollocare chi fugge. Anche la nostra fragile economia è già stata messa a dura prova dal conflitto», ha spiegato.

«Per esempio, stiamo subendo la perdita di importazioni dall’Ucraina, principalmente dal porto di Odessa. Soffriamo anche con l’export. Per non parlare del crollo della fiducia degli investitori», ha detto ancora Popescu, il quale a proposito della richiesta di adesione all’Unione Europea fatta dal suo paese, ha affermato: «Non è una novità che la Moldavia voglia far parte dell’Europa, ma ora, più che mai, è necessario un passo avanti. Sappiamo che non avviene dall’oggi al domani, ma abbiamo bisogno di un segnale forte, è quello che vogliono i nostri cittadini».

«Dal 1994 la Moldavia è un Paese neutrale. Nessun governo ha mai pensato di cambiare questo stato. La Russia è nei nostri territori, sarebbe troppo pericoloso», ha aggiunto il ministro, che alla domanda su come vivono i cittadini moldavi questa crisi, ha risposto: «Nessuno vuole la guerra in casa, neanche chi vive in Transnistria. In questo momento, combattiamo attivamente contro la propaganda filo russa, spegnendo alcuni siti come Sputnik, che diffondono disinformazione. Abbiamo aperto un canale Telegram del governo con le notizie verificate sulla guerra che invitiamo tutti a seguire».

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