Ucraina, fotoreporter italiano: ‘Zona giornalista Usa ucciso è la più calda’

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“Una zona di conflitto è sempre pericolosa. E Irpin, dove sono stato ieri, è la zona più calda nei pressi di Kiev”.

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Lo ha raccontato all’Adnkronos il fotoreporter Fabio Bucciarelli, che dalla capitale ucraina sta raccontando il conflitto per Rai 3, Il Fatto Quotidiano, La Repubblica e il giornale tedesco Zeit.

“Non lo conoscevo”, dice il fotoreporter italiano, che ieri è stato a documentare la situazione proprio a Irpin: “È a 25 chilometri dal centro di Kiev. E anche se negli ultimi 5/6 giorni i militari ucraini hanno tenuto le posizioni, l’esercito russo si sta muovendo e si sta diffondendo a macchia d’olio”, spiega Bucciarelli, riferendo di “scene pazzesche, di guerra”.

“Nelle ultime due settimane sono stato contattato da non so quanti fotografi amateur, che hanno evidentemente preso questo posto come un luna park, senza avere nessun tipo di esperienza di conflitto, senza aver mai documentato, senza magari aver mai neanche avere le protezioni”. Da Kiev lancia “un appello a editori, giornali e televisioni a fare tre o quattro controlli prima di prendere lavori o lavorare con una persona. Che controllino che abbiano le protezioni, che controllino che abbiano fatto un training di guerra di primo soccorso medico, che controllino che abbiano il kit medico. Questo è molto importante”, dice. Bucciarelli ha una lunga esperienza in zone di conflitto, “ho fatto anche due training di guerra per sapere come reagire, ho l’elmetto, il casco, il kit medico di primo soccorso”, racconta.

Il giornalista del New York Times Brent Renaud è stato ucciso da un colpo al collo mentre filmava i profughi

Il giornalista del New York Times, Brent Renaud, e il collega rimasto ferito stavano filmando i profughi in fuga da Irpin quando sono stati sorpresi da colpi di arma da fuoco ad un checkpoint. Renaud è stato colpito al collo ed è morto all’istante mentre il collega è stato trasferito in ospedale. In un video sui social si può ascoltare la versione del giornalista ferito che racconta di come Renaud sia stato colpito al collo dai proiettili. “Stavamo filmando i profughi in fuga”, dice.

Giornalista ucciso, il Nyt: profondamente rattristati, ma non era in missione per noi

“Siamo profondamente rattristati dalla morte di Brent Renaud. Brent era un fotografo e un regista di talento che negli anni passati aveva collaborato con noi”. Lo scrive il New York Times in un comunicato dopo l’uccisione di Renaud a Irpin. “Anche se aveva collaborato con il Nyt in passato (più recentemente nel 2015) non si trovava in missione in Ucraina per il quotidiano. Le prime informazioni riferiscono che lavorava per noi perché è stato trovato con il tesserino del giornale che gli era stato dato per una missione anni fa”, si legge ancora nella nota.

Casa Bianca dopo morte giornalista Usa: “Definiremo e attueremo conseguenze appropriate”

La notizia dell’uccisione del giornalista americano Brent Renaud in Ucraina “è – per la Casa Bianca – orribile e scioccante”. “L’ho appena appreso: mi consulterò con i miei colleghi, con gli ucraini, per determinare come sia accaduto, per poi misurare ed eseguire conseguenza appropriate come risultato di questo”, ha affermato il Consigliere per la sicurezza Usa, Jake Sullivan, in una intervista al programma della Cbs, “Face the Nation”. “Seguiremo questo ultimo sviluppo molto da vicino e risponderemo in modo proporzionale“, ha aggiunto.

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