Ucraina, Al Bano: ‘Russia vieta concerti? Orologio indietro di 70 anni’

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“Ho appreso la notizia dei concerti in Russia vietati a chi è contro la guerra e posso dire una cosa, da artista che fa quel mestiere e lo fa anche piuttosto bene: solo con la pace si ottengono risultati, e non vedo l’ora di tornare a cantare ‘Libertà’ in tutti quei territori”. A dirlo all’Adnkronos è Al Bano, che commenta così la notizia sulla Russia che ha deciso di vietare i concerti agli artisti che si siano espressi contro la guerra.

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“Si sta spostando l’orologio della storia indietro di 70 anni -dice l’artista di Cellino San Marco- e sappiamo che cosa ha prodotto il danno del nazifascismo. Io mi auguro che si torni nell’atmosfera della grande, importante, indispensabile pace tra gli esseri umani”.

Con la pace “si ottengono risultati straordinari in tutti i settori -puntualizza ancora Al Bano- La guerra è una disgrazia per tutti, per chi la fa e per chi subisce, e non ha mai risolto le situazioni importanti. Parlo da artista, da uomo, da padre”. L’auspicio del cantante, amatissimo in Russia, è che “il buon senso torni presto nella mente di chi sa qual è la strada giusta per vivere bene, e non è certo quella della guerra”.

Ucraina, Al Bano: ‘Dovrebbe stare attento alla sua vita. Gli direi di fermarsi finché è in tempo’

«Non avrei mai immaginato un passo del genere da Putin, sono stato un suo grande ammiratore, ma non si può mettere in moto una macchina da guerra di quel genere contro i suoi fratelli. Come si fa a non cambiare idea su Putin, dopo quello che ha fatto?».

Lo ha detto nei giorni scorsi a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, Al Bano.

«A Putin direi “fermati finché sei in tempo”. Lui sta lavorando anche contro se stesso, non sta difendendo niente — continua il cantante di Cellino San Marco —, agli occhi del mondo sta distruggendo la sua immagine. Non è accettabile vedere quello che sta succedendo in Ucraina, con attacchi anche agli ospedali, carri armati e bambini che muoiono. No, questo non è accettabile».

Cosa le dicono i suoi amici russi? «Un personaggio molto importante mi ha detto una sola parola in italiano: è un macello. Penso che prima o poi scaricheranno tutto sulle spalle di Putin. Dovrebbe stare attento alla sua vita, proprio da parte di coloro che fino a pochi mesi fa lo hanno idolatrato e servito, questo almeno è il mio pensiero». Al Bano quest’anno avrebbe dovuto esibirsi in Russia. «A ottobre a Mosca e San Pietroburgo, ma credo ci vorranno minimo due tre anni prima che le cose si ristabiliscano». Li hanno annullati o lei non ci vuole andare? «Diciamo che è un mutuo accordo tra me e l’impresario. Se me lo chiedessero ora direi di no, non si può cantare quando qualcuno viene ucciso».

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