Camorra: arrestato ex vicepresidente Consiglio Bari

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Avrebbero agevolato, talvolta utilizzando un metodo mafioso, l’espansione del braccio economico del clan Moccia in Puglia, l’azienda per il recupero di olio esausto ‘Soloil Italia’, nel 2017.

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Sono le accuse rivolte all’allora vicepresidente del Consiglio comunale di Bari Pasquale Finocchio (arrestato oggi e posto ai domiciliari), al faccendiere Giuseppe D’Elia (ai domiciliari) e a Roberto De Falco (indagato), referente provinciale di Forza Nuova nel capoluogo pugliese, già coinvolto nell’assalto alla sede della Cgil a Roma.

Riporta ‘Il Corriere della Sera’:

“Finocchio è agli arresti domiciliari con l’accusa di traffico di influenze illecite. La vicenda che gli viene contestata dalla Dda di Napoli risale al 2017, quando Finocchio era vicepresidente del Consiglio comunale di Bari, eletto con il centrodestra. A quanto si apprende, la contestazione riguarda un presunto ruolo da mediatore tra imprenditori, che Finocchio avrebbe avuto approfittando del suo ruolo politico-istituzionale. L’indagato, assistito dall’avvocato Roberto Eustachio Sisto, «si professa assolutamente estraneo alle accuse – fa sapere il legale contattato dall’Ansa – e chiarirà con la massima serenità ogni aspetto della vicenda al più presto nel corso dell’interrogatorio»”.

“Finoccchio, con un lungo passato in Forza Italia prima di unirsi al gruppo misto, è stato per oltre 25 anni consigliere comunale a Bari. Personaggio spesso sopra le righe, divenne celebre nel 2009 per il suo slogan elettorale «Pasquale Finocchio, vota uno come te» in occasione delle amministrative. Candidato con il centrodestra, fu tra i consiglieri comunali più eletti in quella tornata, nonostante la sconfitta – contro Michele Emiliano – di Simeone Di Cagno Abbrescia. Ma Finocchio è spesso salito agli onori della cronaca per il suoi interventi «folkloristici» in consiglio comunale. Famoso un suo discorso del 2015: «Mi auguro che questa amministrazione non faccia come i nostri “processori” (invece di predecessori, ndr)», «la viabilità viaggiava a 160 gradi», «Le problematico sono i nostri» e così via”, si legge ancora sul Corriere.

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