Orsini: «Provo una certa compassione per i miei odiatori. Soprattutto per il direttore di Repubblica e del Corriere della Sera»

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«L’Italia è un paese arretratissimo in materia di sicurezza internazionale. Le università italiane non hanno mai investito in questo campo di studi. La conseguenza è che il sapere scientifico non si è diffuso tra le persone comuni, i politici e i giornalisti, se non con pochissime eccezioni. E, così, milioni di italiani hanno scoperto la sicurezza internazionale il 24 febbraio 2022. Ed io mi trovo continuamente a essere accusato di essere ignorante da migliaia di grandissimi ignoranti, inclusi direttori di quotidiani e trasmissioni televisive. Ignoranti “olimpici” anche al Corriere della Sera».

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Lo ha scritto in un post su Facebook il professor Alessandro Orsini, dopo le sue frasi su Hitler e la Seconda guerra mondiale e la successiva comunicazione da parte della Luiss che il l’accordo di collaborazione con Eni per la realizzazione dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale, affidato allo stesso Orsini, non sarà rinnovato.

«Pazienza, non mi arrendo e spiego tipo quinta elementare. Si chiama amore per la conoscenza. Nel mio intervento ad accordi e disaccordi su Canale 9 non ho minimamente toccato la questione della responsabilità della seconda guerra mondiale. Ben diversamente, mi sono interrogato sui meccanismi che hanno innescato quell’immane tragedia. Per poter comprendere il senso di questa mia affermazione, occorre (saper) distinguere due domande diverse. La prima domanda, di cui non mi sono occupato ad accordi e disaccordi, è: “Chi è il responsabile della seconda guerra mondiale?”. Nella mia prospettiva, Hitler è stato il principale responsabile della seconda guerra mondiale. La seconda domanda è: “Attraverso quali meccanismi e reazioni a catena ha avuto inizio la seconda guerra mondiale?”. È soltanto questa la domanda che ho affrontato ad accordi e disaccordi e faccio notare che nessuno ha smentito ciò che ho detto su Hitler», ha spiegato il docente.

«Max Weber, come potrete appurare leggendo il quinto capitolo del mio nuovo libro “Teoria sociologica classica e contemporanea” (Utet), spiega che le domande che uno studioso si pone sono generalmente legate ai suoi valori. Essendo io un pacifista, essendo i miei valori quelli del pacifismo, è normale che io sia un esperto nello studio dei meccanismi che innescano la violenza politica, sia essa il terrorismo o l’avvio di una guerra. Se, infatti, un pacifista comprende i meccanismi di innesco delle guerre passate, allora forse può indicare come evitare di commettere gli stessi errori in Ucraina. Generalmente amo chi mi odia. In questo caso, più che di amore, parlerei di compassione. Provo una certa compassione per i miei odiatori. Soprattutto per il direttore di Repubblica e del Corriere della Sera», ha concluso Orsini.

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