Travaglio: ‘Il discorso di Draghi non l’ha sentito nessuno, perché se capovolgevi le telecamere vedevi un emiciclo completamente deserto’

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2009
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“Allargare l’Unione europea all’Ucraina ora? E’ un discorso assurdo”. Così Marco Travaglio ad ‘Accordi&Disaccordi’, il talk politico in onda su Nove, ha commentato un passaggio dell’intervento di Mario Draghi a Strasburgo in cui il presidente del consiglio italiano auspicava “l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea” in nome di un processo di allargamento accelerato”.

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“Quel discorso di Draghi, per fortuna, non l’ha sentito nessuno, perché se capovolgevi le telecamere vedevi un emiciclo completamente deserto. – ha detto il direttore de Il Fatto Quotidiano – Quindi il nostro peso è dimostrato dal fatto che quando parla Draghi, almeno in Europa, nessuno lo sta a sentire. Ma è il capolavoro dell’ipocrisia. Quell’uomo lì, da presidente della Bce, è quello che ha fatto la famosa cura “lacrime e sangue” ai greci. E se facciamo entrare l’Ucraina, che è un Paese che era già fallito prima della guerra e mi posso immaginare in che condizioni economiche si ritroverà alla fine della guerra, poi che cosa gli fanno? La cura da cavallo? Manda la Troika dopo averli fatti entrare, chiedono lacrime e sangue dopo tutto il sangue e le lacrime che hanno versato in questa guerra? Ma di cosa stanno parlando? Ma come possono pensare di far entrare un Paese che ha nell’esercito regolare il battaglione Azov? Lo scopriranno dopo? O se ne accorgono prima?”, ha concluso il giornalista.

Indagine Copasir su disinformazione russa, Travaglio: ‘Siamo pronti per la neurodeliri. Devono decidere loro chi va in tv?’

“L’indagine del Copasir? Chi l’ha concepita è pronto pronto per la neurodeliri. È il comitato di controllo parlamentare sull’attività dei servizi segreti italiani. E ora si occupano di chi viene invitato alle trasmissioni televisive?”.

Lo ha detto il direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, su La7, a proposito dell’iniziativa del Copasir di avviare un approfondimento “sulla ingerenza straniera e sulla attività di disinformazione – si legge – anche al fine di preservare la libertà e l’autonomia editoriale e informativa da qualsiasi forma di condizionamento, con particolare riferimento al conflitto tra Russia e Ucraina”.

“Se nel ’23 ci fosse stato il Copasir – ha proseguito Travaglio – Giulio De Benedetti, grande giornalista ebreo, non avrebbe potuto intervistare Hitler. O Enzo Biagi non avrebbe potuto intervistare Gheddafi. Ma cosa fanno questi parlamentari del Copasir, quasi tutti del Pd, come spendono i soldi che versiamo loro ogni mese?”.

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