Comitato Ponte Morandi: “Siamo schifati: la società che gestirà le quote di Autostrade cedute dai Benetton si chiama ‘Schema 43’, come le nostre vittime”.

0
2085
Ponte-Morandi
Pubblicità

“‘Per promuovere l’Opa su Atlantia i Benetton e il fondo hanno costituito una newco, Schemaquarantatrè, che è interamente controllata da un altro veicolo, battezzato Schemaquarantadue’. Quello che avete letto è forse una barzelletta? In realtà non lo è infatti Schema 43 (come i nostri morti nel crollo del Ponte Morandi, come il numero delle famiglie lasciate in ginocchio) è il nome della società che gestirà le quote societarie dei Benetton acquisite con i soldi degli italiani, sulla pelle delle nostre famiglie, ci sono o ci fanno? Oppure “l’operazione dei 43″ è stata così redditizia da leccarsi ancora ora i baffi?”.

Pubblicità

Lo dice in una nota Egle Possetti, presidente del Comitato ricordo vittime del ponte Morandi.

“Siamo schifati, amareggiati, delusi, non resta altro da dire. Ma dove viviamo?”, conclude Possetti.

La replica di Atlantia: “Nome che deriva dalla numerazione progressiva delle nostre operazioni”

Da Schemaventi fino a Schemaquarantadue: Edizione, la Finanziaria della famiglia Benetton, ha utilizzato spesso il termine Schema, con numeri progressivi, per definire i suoi veicoli finanziari operativi. Schemaventi fece l’acquisizione Sme nel 1994, Schemaventiquattro nel 2000 operò su Grandi Stazioni mentre a Schemaventotto si deve, sempre nel 2000, l’Opa Autostrade. Schematrentatrè controlla invece le partecipazioni finanziarie in Generali e Mediobanca; Schematrentaquattro controlla il 50,1% di Autogrill. Schemaquarantadue infine è la holdco per l’Opa su Atlantia, il veicolo operativo che farà materialmente l’Opa sulla società.

Paita: “Benetton cambino nome Schema 43′

“Anche se i Benetton spiegano che il nome ‘Schema 43’ ha un significato diverso rispetto a quello del numero delle vittime del ponte Morandi, è bene che lo cambino: va assolutamente evitato ogni possibile, terrificante fraintendimento”. La richiesta arriva da Raffaella Paita, presidente della Commissione Trasporti della Camera: “Certo, non si può fare a meno di rilevare con amarezza che dimostrano ancora una volta una totale inadeguatezza e un’imperdonabile mancanza di tatto nei confronti delle vittime di quella immane tragedia e delle loro famiglie”, conclude.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui