Presidente bulgaro Radev: “No a invio di armi a Kiev, non voglio che si uccidano persone con armi bulgare”

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Dopo gli incontri con il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier e il cancelliere Olaf Scholz, il presidente bulgaro Rumen Radev, di ritorno da una visita ufficiale in Germania, ha detto ai giornalisti di essere contrario all’invio di armi bulgare in Ucraina. «Dovrebbe essere chiaro che la Bulgaria è parte di tutte le decisioni europee e della Nato riguardanti l’Ucraina. Ma non vi è nessun imperativo di fornire armi», ha precisato. Secondo Radev, la Bulgaria non deve permettere che «gli appelli interessati di certi nostri politici di fornire obbligatoriamente armi all’Ucraina, siano impacchettati come un dovere morale della Bulgaria». «Non voglio che si uccidano persone con armi bulgare, questo è inaccettabile», ha aggiunto il presidente.

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Premier Moldavia: qualcuno vuole trascinarci in una guerra indesiderata

Le “esplosioni misteriose” avvenute in Transnistria, di cui si accusano a vicenda russi e ucraini, “sono incidenti causati da parti interessate che cercano di destabilizzarci e trascinarci in una guerra indesiderata. Sono attacchi mascherati per creare panico e insicurezza”. Lo ha detto la premier della Moldavia Natalia Gavrilita, in un’intervista al Corriere della Sera. “Monitoriamo da vicino la situazione e ci stiamo preparando a scenari diversi. Non abbiamo un controllo effettivo sulla Transnistria, che da 30 anni è guidata dai separatisti sostenuti dalla Russia, e quindi non riusciamo a condurre un’indagine seria su quello che è successo”, ha spiegato la premier, sottolineando poi che “dall’inizio del conflitto il livello d’ansia è molto aumentato. Tanti cittadini sentono le bombe che cadono su Odessa, Vinnytsia o Zhmerynka. Siamo determinati a fare il possibile per mantenere la calma e non permettere a terzi di rompere il nostro equilibrio”.

Zelensky: “L’evacuazione di Azovstal è supervisionata dai militari e dall’intelligence dell’Ucraina”

Durante il suo discorso quotidiano, il Presidente Zelensky ha dichiarato che l’evacuazione dei soldati ucraini dall’acciaieria Azovstal di Mariupol è supervisionata dai militari e dall’intelligence dell’Ucraina con l’aiuto dei “più influenti mediatori internazionali”.

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