Giletti: «Io putiniano? Credo che l’Europa non debba dipendere troppo dagli Usa. Non accetto un ministero della verità assoluta»

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Giletti querelato per diffamazione
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«Mi sento un uomo libero e credo che l’Europa non debba dipendere troppo dagli Stati Uniti. Non accetto un ministero della verità assoluta».

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Così Massimo Giletti intervistato dal ‘Corriere della Sera’.

Rispondendo alla domanda se fosse putiniano, il giornalista ha raccontato: «A 18 anni feci la pipì sul confine russo. Ero in Finlandia con tre amici. D’estate rubavo a mio padre un furgone aziendale in cui mettevamo frigo, stereo e, sopra, le brandine. Quell’estate andammo pure a Helsinki, per i Mondiali di Atletica, e da lì proseguimmo verso Nord, trovandoci al confine con l’Unione Sovietica. Un cartello in russo, inglese e finlandese diceva: 2 anni di carcere a chi parla, 5 a chi fotografa, 10 a chi oltrepassa il filo spinato. Mi ero spinto al limite con il mio amico Giancarlo Sallier de la Tour. Dalla torretta i soldati spararono. Filammo via e, per dispetto, facemmo la pipì sul confine».

Quanto alla sua «magnifica ossessione» per Povia, Giletti ha detto di averlo «invitato solo due volte» perché gli «interessava il filo rosso che lega i no vax ai pro Putin».

Quanto alla puntata in collegamento dall’Ucraina dei mesi scorsi, Giletti ha affermato: «Oltre alle critiche, ho ricevuto apprezzamenti, per esempio da Mieli, Nuzzi. Quella sera abbiamo fatto il 7%, con i miei reportage nella devastazione. Sono stato in Afghanistan, in Kurdistan, in Iraq… Per parlare di guerra tu devi vederla. Per questo in Ucraina sono andato in giro».

Di quale servizio a «Non è l’Arena» è più orgoglioso? «Quando sono riuscito a battere Rai 1 sull’ipotesi di impeachment per Mattarella, nel 2018. Abbiamo fatto servizio pubblico. Non dico di togliere il canone Rai, ma un po’ di pubblicità», ha risposto.

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