Massolo: “La pace è lontana e nulla sarà come prima”

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La pace in Ucraina è “ancora lontana, bisogna partire da quello che succede sul terreno, dove vediamo con tutta evidenza che Putin ritiene ancora di poter consolidare le aree acquisite sulla costa del Mar Nero e guadagnare ulteriormente in Donbass, se non tentare ancora di attaccare, in un momento successivo, Odessa”. Lo dice a Qn l’ambasciatore Giampiero Massolo, presidente di Ispi e Atlantia, già segretario generale della Farnesina e direttore del Dis. “Quanto agli ucraini, malgrado alcune conquiste nella zona di Kharkiv, perdono lentamente terreno in Donbass, ma si sentono ancora in grado di resistere e anche di programmare nel medio periodo controffensive – prosegue – Entrambe le parti sperano di migliorare le loro posizioni con le armi, quindi il campo ci dice che questa è una guerra di lungo periodo”.

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Ucraina, Massolo: “Si rischia linea Maginot nel cuore d’Europa”

“Dobbiamo evitare che il conflitto russo-ucraino si trasformi in una situazione semi-congelata sul terreno. Il rischio è che non si arrivi a una negoziazione ma a una linea Maginot nel cuore dell’Europa”. Lo ha detto Giampiero Massolo, ambasciatore e presidente Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), nella puntata di ‘Restart- L’Italia ricomincia da te’ in onda oggi in seconda serata su Rai2.

Ucraina, ambasciatore Italia Zazo: ‘C’è da aspettarsi fortissima offensiva russa su intero Donbass’

“La situazione è molto difficile. C’è una fortissima offensiva russa per cercare di riconquistare la regione di Luhansk e Severodonetsk. Quello che c’è da aspettarsi è una fortissima offensiva russa nell’intero Donbass che rappresenta l’obiettivo minimo che Putin si è prefissato”. Ad affermarlo a Che Tempo Che Fa è l’Ambasciatore dell’Italia in Ucraina, Pier Francesco Zazo.

“È la peggiore crisi umanitaria dalla seconda guerra mondiale”, ha sottolineato. “Pieno sostegno all’Ucraina ma auspichiamo una ripresa dei negoziati di pace”. “Non interrompere il dialogo con Mosca”.

“Sul tema della neutralità gli ucraini sono tuttora disponibili ad accettarla a condizione della messa a punto e della creazione di un forte sistema di garanzia internazionale da parte dei paesi terzi a tutela di Kiev”, ha anche affermato Zazo.

“Credo che un eventuale auspicabile intesa per lo scambio di prigionieri» tra Russia e Ucraina, «sarebbe senz’altro un segnale positivo. Sarei ancora cauto comunque a trarne delle conclusioni affrettate sul fatto che ciò possa facilitare una ripresa dei negoziati. Sicuramente l’auspicio è che il trattamento riservato ai militari ucraini avvenga nel pieno rispetto dei diritti nel senso della convenzione di Ginevra”, ha rimarcato Zazo. Per gli ucraini, ha aggiunto, “Mariupol è diventata una città martire e i difensori dell’Azovstal sono considerati degli eroi. La parole d’ordine di Zelensky è che dobbiamo salvare la vita di questi soldati. L’auspicio è che si riesca a questo scambio di prigionieri”.

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