Lista filoputiniani, Caracciolo: «Siamo in un clima piuttosto triste: deriva del politicamente corretto»

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«Quello che colpisce, e sicuramente è una notizia quella pubblicata dal Corriere della Sera, è la qualità di questa notizia che ci dà un quadro abbastanza triste di come funzionano le nostre istituzioni».

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Lucio Caracciolo, direttore di Limes, ha commentato così nei giorni scorsi a Otto e mezzo su La7, l’articolo pubblicato dal Corriere della Sera coi nomi di alcune persone accusate di far parte della ‘rete di Putin in Italia’.

«È chiaro che la propaganda è il sale di qualsiasi guerra. Il problema è, ma chi ha titolo di stabilire dal punto di vista istituzionale ciò che è spendibile come notizia in quanto verità e ciò che è censurabile in quanto falsità. Cioè quale autorità superiore è in grado di stabilire dove comincia la notizia vera e dove comincia quella falsa?», ha proseguito.

«Siamo in un clima piuttosto triste sotto questo profilo che ci dà conto del clima culturale che c’è in questo Paese, e non solo in questo Paese, dove con la deriva del politicamente corretto ci sono delle cose che si possono dire e altre che non si possono dire», ha aggiunto.

«Dubito che il nostro governo possa essere influenzato dalle opinioni di quei signori riportati in quella lista. Ci occupiamo forse un po’ meno di quello che succede in una guerra che ci riguarda molto da vicino, in cui siamo definiti dalla Russia Paese ostile, cioè nemico. Tutto questo dovrebbe essere più interessante. Dubito che qualcuno in questo paese sia in grado di stabilire ciò che è vero e falso di autorità ognuno di noi ha un opinione e se la può formare, certamente non spetta né al governo né al Copasir né ai servizi stabilirlo», ha spiegato ancora il giornalista.

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