L’impero americano sull’orlo del collasso: se a dirlo non è solo Putin

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Nei giorni scorsi il presidente russo Vladimir Putin ha detto che il mondo a conduzione americana è finito. La definizione precisa che Putin ha usato è la seguente: «È finito il mondo dominato dagli Stati Uniti». I commenti su questa frase lapidaria di Putin sono stati diversi, la maggior parte tesi a sminuirne l’aspetto deflagrante.

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Sta di fatto però che Ray Dalio, nel suo libro “Il Nuovo Ordine Mondiale” in uscita in Italia, scrive anche lui di “fine dell’ Impero Americano”. In un’intervista che ha rilasciato a Repubblica è stato così tagliente e netto da spaventare anche il giornalista che lo intervistava che è arrivato al punto di chiedergli: ‘Non ha paura di farsi dei nemici potenti con questo libro?’

Ray Dalio non è un giornalista, non è un politico, non è uno storico, non è uno esperto di geopolitica, ma un uomo a stretto contatto con la realtà cruda della finanza globale.

É il fondatore di Bridgewater, il più ricco hedge fund del mondo, un imprenditore americano self made man e uno dei più ricchi uomini del mondo.

Fa molto pensare che Ray Dalio e Vladimir Putin abbiano usato quasi esattamente le stesse parole ragionando sull’attuale fase critica in veloce movimento, caratterizzata da una guerra militare ed economica in Europa, che è sotto i nostri occhi e che pesa sulla nostra vita di ogni giorno e sul nostro destino anche a brevissimo termine.

Fa ancor più riflettere che entrambi hanno previsto una fase di impoverimento e di miseria che riguarderà non solo i Paesi più deboli ma anche l’Europa e gli stessi Stati Uniti.

La guerra militare in corso in Ucraina, che, sebbene si svolga in terra Ucraina, è in effetti una guerra tra USA, UE e UK e la Russia, avrà un impatto notevole sulla qualità della nostra vita di italiani e già ci sono le prime avvisaglie.

Ma è anche una guerra economica al cui centro ci sono le fonti energetiche tradizionali, gas e petrolio. Ma preoccupa che coinvolgano anche le materie prime alimentari essenziali per la sopravvivenza nostra e del mondo intero, come il grano e gli altri cereali, oltreché altri prodotti essenziali per le coltivazioni.

In Italia sentiamo già le conseguenze con il notevole incremento del prezzo dei carburanti e dei generi alimentari.

Addirittura si teme che il gas non sia sufficiente per la prossima stagione invernale.

Questa fase tellurica e magmatica a livello geopolitico, caratterizzata dal parto di un mondo in cui cambieranno profondamente gli equilibri politici ed economici con l’avvento sempre più incalzante e di forte impatto di nuovi attori quali la Cina, l’India, oltreché naturalmente la stessa Russia.

A risentire di questo cambiamento in Europa e USA sarà quella parte della popolazione già debole e che soffrirà sempre di più.
A questo proposito l’opinione di Ray Dalio è di poche ma efficaci parole: ‘le Banche centrali cercano di calmare l’inflazione sottraendo denaro e credito alle persone in modo che il loro potere d’acquisto sia inferiore’, e aggiunge, come ci fosse bisogno di maggiore chiarezza: ‘È un fatto sfortunato che chi ha meno ricchezza soffra sempre di più nei momenti difficili’.

È singolare e allo stesso tempo eloquente di ciò che ci aspetta ciò che dice Noam Chomsky, che si definisce socialista libertario, in una intervista a Jacobin, magazine americano di sinistra: ‘La sicurezza della popolazione non è semplicemente una preoccupazione per i politici. Sicurezza per i ricchi, per i produttori di armi, sì, ma non per il resto di noi.
…… Quindi, con un budget militare mostruoso, dobbiamo danneggiare gravemente noi stessi e mettere in pericolo il mondo, sprecando enormi risorse che saranno necessarie se vogliamo affrontare le gravi crisi esistenziali che abbiamo di fronte’.

Paradossalmente il pensiero di Chomsky coincide con quello di Dalio: uno dei più grandi investitori globali e un socialista libertario leggono l’attuale momento economico e politico con punti importanti che li accomunano. Il che significa che la realtà è così evidente da non lasciare dubbi sulla sua interpretazione attuale e futura.

Ancor più sorprendente che entrambi abbiano dei punti in comune con ciò che ha detto ieri Vladimir Putin.

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