Scissione M5S: il ciclone Di Maio irrompe nella politica italiana

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Un commento a caldo si impone sulla scissione del Movimento 5 Stelle.

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Perciò l’argomento sarà trattato negli aspetti salienti.

Ma richiede una valutazione accurata e approfondita riservando un’attenzione speciale durante l’evoluzione del percorso di questo nuovo soggetto politico.

Intanto va evidenziata la portata della sfida e il coraggio politico notevole dimostrato nel lanciarla a viso aperto. Il nuovo soggetto politico nasce scissione politica dei 5 Stelle.

Questo è il primo aspetto positivo. Non uno scontro politico sotto traccia cui in Italia siamo abituati, ma una battaglia politica portata avanti di fronte a tutta la platea nazionale.

Non è una cosa da poco nella politica italiana abituata a navigare nella nebbia dell’ipocrisia e a mantenere il piede in due scarpe.

L’altro aspetto positivo è che il seguito di parlamentari, una sessantina, alla prima uscita pubblica del nuovo soggetto politico nato da una scissione del M5S è andata al di là di ogni aspettativa sorprendendo anche gli addetti ai lavori.

Venendo al casus belli, la posizione sulla concessione o meno di una nuova consegna di armi all’Ucraina, esso non può assurgere a una caratterizzazione politica, ma copre il momento particolare.

La percezione diffusa è che l’ondata emotiva a favore dell’Ucraina in Italia, ma ormai in tutta Europa a partire dalla Francia dove il messaggio dei francesi non poteva essere più esplicito, come ogni ondata, sia una parabola con un punto di massima che poi va declinare. Ormai siamo nella fase oltre il punto di massima, nella fase calante, e ormai i segni di stanchezza della gente sono evidenti, a qualsiasi tendenza politica appartenga.
Quindi occorrerà lavorare, da parte di Di Maio e dei suoi, a definire una robusta e chiara strategia politica che vada ben al di là del contingente e tracci una strada per il futuro dell’Italia in maniera seria e credibile.

Non può mancare un commento su Giuseppe Conte.

Giuseppe Conte viene chiamato dai 5Stelle – da Luigi Di Maio su suggerimento dell’ex Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – a svolgere un ruolo di primaria importanza, da capo del governo, senza che avesse un’appartenenza dichiarata al M5S, e senza un background politico o di gestione manageriale pubblica o privata. Faceva di professione l’avvocato civilista. Lo fecero diventare ‘L’Avvocato del Popolo’.

Conte ebbe una notevole affermazione mediatica e un consenso emotivo diffuso ai tempi della prima fase del Covid 19. Consenso che seppur, declinando, i sondaggi ancora glielo accreditano consistente. Ma il punto debole della gestione di Conte come capo politico è stato quello di non essere riuscito a trasformare un consenso emotivo alla sua persona in consenso politico, in termini di voti, al Movimento 5 Stelle.

I voti al M5S, votazione dopo votazione, sono andati sempre diminuendo fino alla debacle ultima del voto alle elezioni locali dove il movimento di cui è capo è arrivato a prendere una media intorno al 2%, con molte punte di ‘zero virgola’.

In una normale dialettica democratica un risultato del genere così devastante avrebbe dovuto portare qualsiasi leader politico a rassegnare immediatamente le dimissioni.

Invece Conte e i suoi hanno preferito derubricare a una passabile sconfitta quella che è in effetti una disfatta.

È ovvio che questa testardaggine e abbarbicamento al potere non poteva non provocare una reazione fondata sulla verosimile previsione che Conte, non avendo dimostrato la capacità politica di far crescere i voti o perlomeno mantenerli, avrebbe portato il M5S a una disfatta alle prossime elezioni politiche.

A questo punto un numero notevole di parlamentari 5Stelle, ed è prevedibile che presto se ne aggiungano molti altri, si è ribellato alla discesa verso il baratro di non eleggere nessun parlamentare nelle prossime elezioni legislative.

Da qui è nata la scissione dei 5Stelle.

Nella storia politica italiana ci sono state scissioni fortunate e altre che sono state degli aborti.

Vedremo se i leader del nuovo soggetto politico proveniente dalla scissione pentastellata avranno la capacità di creare un caso di successo, come lo è stato il Movimento 5 Stelle delle origini con Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo.

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