Kissinger: «Tornare al corso storico per cui la Russia è parte del sistema europeo»

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La Russia è stata parte della storia europea per cinquecento anni, è stata coinvolta in tutte le grandi crisi e «in alcuni dei grandi trionfi della storia europea»: e pertanto «dovrebbe essere la missione della diplomazia occidentale e di quella russa di tornare al corso storico per cui la Russia è parte del sistema europeo. La Russia deve svolgere un ruolo importante».

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Sono le parole, riportate dal Corriere della Sera, di Henry Kissinger, il quale ha presentato su Zoom il suo ultimo libro, «Leadership».

L’ex segretario di Stato americano ha raccontato del suo incontro a cena a Washington con Vladimir Putin: «Rispettavo la sua intelligenza, era un attento calcolatore dal punto di vista di una società che lui interpretava come sotto assedio da parte del resto del mondo. L’ho trovato un intelligente analista della situazione internazionale dal punto di vista russo: che rimarrà tale e che dovrà essere considerato quando la guerra finirà».

Secondo Kissinger, 99 anni, va sconfitta l’invasione dell’Ucraina, «non la Russia come Stato e come entità storica». E dunque, quando finirà la guerra tra Mosca e Kiev, «la questione del rapporto fra Russia ed Europa andrà presa molto seriamente».

«L’Occidente è stato poco sensibile ad offrire l’ingresso nella Nato all’Ucraina, perché questo significava che tutta l’area tra il muro di Berlino e il confine russo sarebbe stata riempita dalla Nato, inclusi i territori da cui nella storia sono state lanciate aggressioni contro la Russia», ha detto ancora Kissinger.

«Stiamo arrivando a un momento» – ha avvertito – «in cui bisogna affrontare la questione della fine della guerra in termini di obiettivi politici altrettanto che militari: non si può semplicemente continuare a combattere senza un obiettivo». «Se l’Ucraina priva la Russia di ogni conquista, allora può partire un negoziato sulla futura relazione», sostiene Kissinger.

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1 commento

  1. L’ ultimo esponente di una oligarchia che sapeva contrastare i concorrenti ma ne rispettava i principi fondamentali che li guidavano. Poi sono arrivati quelli dei master universitari con i loro dogmi e siamo ripiombati nell’ ottica delle crociate

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