Razov: “La maggior parte delle imprese italiane non hanno lasciato il mercato russo”

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“La maggior parte delle aziende italiane, nonostante le pressioni, nonostante le minacce di sanzioni secondarie, continua a lavorare sul mercato russo anche se ovviamente il clima turbolento nei confronti della Russia incide sul loro lavoro”. Lo afferma l’ambasciatore russo Sergey Razov in un’intervista a Russia 24 di cui l’ambasciata ha pubblicato uno stralcio. “450-500 aziende italiane hanno lavorato per decenni qui. Molte di loro per ora si limitano a stare alla finestra, in attesa di sviluppi. Naturalmente ci aspettiamo che il business italiano, ragionevole e di buonsenso, non abbia fretta di lasciare il mercato russo”.

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Lavrov: “Più armi l’Occidente dà a Kiev più durerà la sua agonia”

“Più armi gli occidentali inviano in Ucraina, più durerà il conflitto e continuerà l’agonia del regime nazista”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov in una conferenza stampa ad Ashgabad. “La linea seguita dall’Occidente è assolutamente controproducente”, ha aggiunto Lavrov, citato dall’agenzia Interfax.

Draghi: “Subito lo sblocco dei porti per consentire il passaggio del grano”

“Il segretario generale” dell’Onu Guterres “a proposito del piano” per il grano “ha usato le parole “siamo oramai vicini al momento della verità” per capire se Ucraina e Russia vorranno sottoscrivere un accordo che permetterà al grano di uscire dai porti. La situazione va sbloccata in tempi rapidi per immagazzinare il nuovo raccolto”. Così il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa a Elmau alla fine del G7.

“Abbiamo avuto modo di sentire il presidente Zelensky che ci ha chiesto aiuto per il conflitto e la ricostruzione futura”, ci ha detto che la Russia ha lanciato 3800 missili sull’Ucraina, ci ha detto che i massacri aumentano, quindi che bisogna proteggere la popolazione, ha raccontato della situazione economica che vede 5 miliardi al mese di deficit”.

“Noi abbiamo risposto che il G7 sosterrà l’Ucraina fino a che servirà”. L’ex capo della Bce lo sottolinea anche in inglese “we will stand for Ukrine as long as it needed”, come scritto nel comunicato finale, dice.

Per il premier è importante non mollare sui negoziati: “Portare la Russia sul tavolo dei negoziati e come dice Biden essere sempre pronti a prendere spazi negoziali se questi si presentassero”. Ma dice con chiarezza : “Le cose non sono andate come voleva Putin”.

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