Ricciardi: ‘Avremo un ottobre terribile, con un aumento pazzesco della mortalità tra i fragili’

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“Avremo un ottobre terribile, non come quello della prima ondata” di Covid perché “non avremo lockdown, ma avremo un aumento pazzesco della mortalità tra i fragili”.

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Così Walter Ricciardi, docente di Igiene alla Cattolica e consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo al 25esimo Congresso nazionale del sindacato dei medici e dirigenti sanitari Anaao Assomed, in corso a Napoli.

“Quando dico fragili – spiega Ricciardi – penso a una mortalità degli ultraottantenni che arriveranno a ottobre non vaccinati con la quarta dose e a tutti gli altri fragili” come ad esempio i trapiantati, “tra i quali si sta registrando un aumento del contagio. Questi sono tutti fattori che ci porteranno ad avere non quell’eclatante allarme delle prime ondate, ma a una mortalità in forte aumento”.

Covid, Pregliasco: “Virus detta le regole e potrà darci altri problemi”

“Questo virus lo inseguiamo, è lui che detta le regole e con le sue variazioni casuali, la sua instabilità, davvero può darci ulteriori problemi” anche se sul futuro è “difficile fare previsioni, perché si rischia di essere sconfessati” dallo stesso Sars-CoV-2 e dalla sua imprevedibilità.

Lo ha detto all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene all’università Statale di Milano, che tuttavia resta fedele “alla mia teoria”, di un andamento “tipico di altre infezioni respiratorie che si sono susseguite, compresi virus influenzali anche pandemici: onde come quelle provocate da un sasso buttato in uno stagno”.

Quindi “ora con la nuova Omicron 5 c’è una crescita, alla quale è probabile che seguirà una defervescenza e successivamente una nuova risalita – si attende l’esperto – con una co-presenza tra l’altro di un’influenza che nell’emisfero Sud sta mostrando dati non entusiasmanti” e che dunque potrà essere più ‘cattiva’ quando arriverà nel nostro.

“Le onde” nello ‘stagno’ Covid “possono essere molto alte, ma l’effetto di protezione della vaccinazione e della guarigione, pur parziale, non dovrebbe determinare effetti pesantissimi sul numero di morti e di terapie intensive”.

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