Di Battista da Mosca: «Se gli obiettivi delle sanzioni sono quelli menzionati dai leader europei, a oggi non sono stati raggiunti»

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Il Fatto Quotidiano ha pubblicato il primo reportage di Alessandro Di Battista dalla Russia.

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L’ex deputato ne ha condiviso sui social un breve estratto: «Intanto Draghi insiste sull’efficacia delle sanzioni alla Russia senza dirci a cosa stiano effettivamente servendo. A Mosca gli effetti delle sanzioni si sentono relativamente. I prezzi sono aumentati, ma meno di quanto non siano aumentati in Europa. Il rublo è forte e, seppur con maggiori difficoltà, le persone vivono normalmente invadendo i ristoranti, i parchi pubblici e i centri commerciali, dove i negozi di abbigliamento occidentale vengono sostituiti da marchi russi. Ma Mosca non è tutta la Russia. Più ci si allontana da Mosca e più – sebbene gli effetti delle sanzioni si sentano maggiormente – aumentano i supporter di Putin. Lo si misura anche dal numero di “Z” sulle auto, sui muri ai bordi delle strade e sulle vetrine dei negozi. A Mosca è difficile vederne una. A oggi le sanzioni non hanno portato né al collasso dell’economia russa, né alla defenestrazione di Putin, né a rapidi negoziati. Al contrario, hanno messo d’accordo persone che prima non lo erano affatto», si legge.

«A Mosca» – racconta Di Battista nel reportage – «i Vkusno i Tocka (Delizioso e Basta), i fast food che stanno rimpiazzando i McDonald’s, vanno a gonfie vele. C’è chi li frequenta per abitudine e chi ci va appositamente per mangiare un cheeseburger russo là dove un tempo c’era una catena americana».

«Se gli obiettivi delle sanzioni sono quelli menzionati dai leader europei, a oggi non sono stati raggiunti. Se poi le sanzioni sono state imposte per recidere il legame politico, economico e culturale (per certi versi i russi sono molto più “europei” di quanto non lo siano gli inglesi) tra Europa e Russia, allora sì, stanno funzionando. Occorrerà vedere chi ne trarrà vantaggio. Intanto le parole negoziato, accordi, reciproche concessioni sono nuovamente sparite dai vocabolari di molti leader occidentali e anche questo viene notato in Russia. E chi non aveva mai creduto a Putin oggi inizia a farlo», osserva.

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1 commento

  1. In effetti anche io mi chiedo a cosa servono le sanzioni visto che la Russia e sempre stata ricchissima e lo fanno notare tutti quei brand di lusso che hanno sempre fatto affari in Russia e che oggi lamentano i mancati guadagni derivanti dagli sfarzi che i russi fanno sfoggiando le firme del Made in Italy.Insomma ci siamo messi solo nelle condizioni di diventare nemici con Putin il quale è forte e lo sta dimostrando facendo stragi di innocenti in terra Ucraina usandoli come ricatto all’ Europa che nel frattempo vende armi che fanno continuare il penoso conflitto.Intanto lo zar fa incetta di territori e che non si fermerà neanche vedendo assiepati sui confini i soldati Nato anzi fanno si che quei territori siano sempre più esposti anch’essi alla famelica voglia di Putin di attaccare come se non ci fosse un domani.Bisogna creare un contingente con tutti i capi di stato che dovrebbero atterrare a Mosca chiedendo un confronto con Putin ecco questo è quello che bisogna fare senza paure a muso duro…vorrei vedere quanti hanno le famose pa….e.!!!

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