M5S, Prodi: ‘Incontro Draghi-Conte? Accordo si trova’

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“E’ il momento di togliere i personalismi dal centro della politica italiana e siccome che siamo in una situazione drammatica, secondo me un accordo si trova”. Così Romano Prodi a Metropolis su Repubblica.it su Giuseppe Conte e l’incontro con Mario Draghi.

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“E’ iniziato un processo con la scissione Di Maio-Cointe che non si ferma qui. Bisogna approfittare di queste settimane estive per discutere di programmi e punti perchè si sta rimescolando tutto. Non c’è più il campo largo, c’è un campo senza recinti che va ridisegnato di nuovo, questa è la differenza con 10 giorni fa. L’Ulivo è nato dopo un anno di discussioni, oggi vanno presi 10-15 argomenti e dibattuti. Ma non si parli di Csm, alla gente non interessa. Ascoltiamo di cosa parlano le persone a tavola”, ha anche detto Prodi.

Per Prodi, quindi, un “accordo si troverà” ma intanto il “campo largo non esiste più”. “Io sono l’ultimo dei Mohicani sul maggioritario” ma “tutto è meglio del Rosatellum, anche un proporzionale con preferenze che almeno da un minimo di potere all’elettore se questo è il massimo che si può ottenere…”, conclude l’ex premier intervenedo a Metropolis.

Il segretario del Pd, Enrico Letta, ha replicato a Prodi scrivendo su Il Messaggero: «Nessuna omissione: dopo la recente vittoria alle amministrative, l’ultima cosa che intende fare il Pd è chiudere gli occhi o sorvolare sul fenomeno astensione. Bene, anzi, ha fatto Romano Prodi a focalizzarsi sul tema nel suo editoriale domenicale su questo giornale con analisi che condivido e proposte che voglio rilanciare. La disaffezione dei cittadini e la scarsa partecipazione al voto sono evidentemente sintomi di un male più grave e invalidante per la nostra democrazia. Un male peraltro non solo italiano, come da ultimo le legislative francesi hanno confermato. La gravità del fenomeno stride ancor di più se inquadrata nel momento storico in cui ciò avviene. Cresce il disincanto e cala l’affluenza proprio quando in Europa si sostiene la lotta di un popolo, quello ucraino contro il regime di Putin, per difendere la libertà e, appunto, la democrazia. Ripetiamo al mondo, e ci impegniamo a dimostrare, che le democrazie sono meglio delle autocrazie, ma poi, all’appuntamento elettorale, i nostri cittadini ci consegnano tassi di affluenza ai minimi storici.»

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