‘La Stampa’ si è dimenticata in fretta che pochi giorni fa Draghi è andato da Erdogan

Ieri il giornale degli Agnelli ha titolato ‘Putin - Erdogan giochi tra autocrati’. E quelli tra Draghi - Erdogan tra chi erano?

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La memoria corta nel giornalismo italiano è una abitudine diffusa, anzi una malattia vera e propria.

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Draghi, che non molto tempo prima aveva epitetato Erdogan come ‘dittatore’, si è recato a casa sua e certamente non lo avrà chiamato così.

Non ci è difficile immaginare che se non si è genuflesso, sicuramente ha avuto con lui un tono molto gentile, essendo le tante cose di cui aveva bisogno e che è andato a chiedere.

Probabilmente gli avrà chiesto scusa a porte chiuse per quella sua parolina, che non è esattamente un complimento, sfuggita dalle sue labbra in un momento di rabbia.

Ora a La Stampa che non aveva usato nessun aggettivo per definire l’incontro tra Draghi e Erdogan, lo usa invece per definire le telefonate tra Putin e Erdogan come ‘giochi tra autocrati’.

Va intanto segnalato che verso Putin e Erdogan non usa più il termine ‘dittatore’, ma ‘autocrate’.

Senza dubbio un termine più gentile.

Ma, vorremmo sapere dai quotati e professionali giornalisti, perché non hanno usato nessun aggettivo per l’incontro tra Draghi e Erdogan?

I giochi tra Draghi ed Erdogan tra chi sono stati?

Tra un Capo di Stato eletto democraticamente e un ‘dittatore’ o un ‘autocrate’? Perché non l’hanno scritto in questi termini?

Tutto questo per mettere in evidenza l’ipocrisia di un titolo di giornale da parte di giornalisti smemorati e il pragmatismo del nostro Presidente del Consiglio che data l’emergenza non ci ha pensato due volte dal recarsi da colui al quale non molte tempo fa aveva dato del dittatore.

Quindi è bene che anche il Presidente Draghi usi più prudenza nel definire con parole che poi potrebbero portarlo a chiedere scusa per averle usate.

Chissà che tra non molto si trovi nella stessa situazione con Putin, se sarà ancora Presidente del Consiglio, cosa che peraltro, in questo momento di autentica emergenza nazionale in cui stiamo per andare a un razionamento da tempi da guerra, non possiamo che augurare all’Italia.

Buon lavoro Presidente, con la raccomandazione d’ora in poi di essere parco di parole, come saggiamente Lei è di solito, per definire avversari e nemici, con i quali più in là potrebbe essere costretto dalle vicende della vita ad essere molto, molto gentile.

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1 commento

  1. quale stampa? Quella delle logge massoniche imparentate con i partiti politici che da decenni stuprano la costituzione della repubblica, quella Carta Costituzionale che il PdR dovrebbe difendere e applicare senza indugiare, quella Carta Costituzionale usata dai partiti politici come carta igienica!

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