ll piano B del Quirinale: ‘Elezioni al più presto’

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mattarella

Il capo dello Stato Sergio Mattarella sta giocando contro il tempo per evitare che si torni alle urne, ma questa ipotesi non è da scartare.

Come spiega oggi La Stampa, il presidente della Repubblica «esige che entro mercoledì tutto sia definito. Delle due l’una: o si proseguirà con il governo in carica, sempre che Mario Draghi voglia continuare a guidarlo (al momento non vuole e sembra irremovibile); oppure lo scioglimento delle Camere seguirà praticamente in tempo reale».

Il quotidiano torinese ricorda che «entro fine anno andrà approvata la legge finanziaria, pena l’esercizio provvisorio con conseguente paralisi amministrativa. Inoltre dovranno essere completate una quantità di riforme indispensabili per incassare i miliardi europei: rinunciarvi sarebbe suicida. Prima si vota e più il futuro governo avrà modo di correre ai ripari. Tutto ciò che fa perdere tempo prezioso è dunque fumo negli occhi di Mattarella. Per rispetto del Parlamento e di Draghi, al Quirinale nessuno indica date per le elezioni».

«Ma» – sottolinea La Stampa – «azzardare ipotesi non è impossibile. Se si dovesse andare a votare, ci vorrebbero circa sessanta giorni per presentare i simboli, per la scelta dei candidati, per tenere i comizi, per stampare le schede e per allestire i seggi. Nella prassi funziona sempre così. Dunque, calendario alla mano, è lecito immaginare che nel caso di scioglimento immediato delle Camere si andrebbe alle urne nell’ultima domenica di settembre, al massimo in quella successiva. In modo che entro fine ottobre possa insediarsi il nuovo premier, stavolta quello scelto dagli italiani».

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