FI: deputata Baroni lascia partito. No spazio per moderati

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“La posizione politica assunta dal partito in piena crisi di governo e’ stata sconcertante. Mai mi sarei aspettata che Forza Italia scippasse a Conte e ai 5 Stelle la responsabilita’ di far cadere l’esecutivo guidato da Draghi, condannando il Paese all’instabilita’ e mettendo a rischio importanti provvedimenti a favore di famiglie e ceti produttivi. Non mi riconosco piu’ in questa Forza Italia, che ormai da tempo insegue Salvini e il suo populismo. Stupore e delusione arrivano anche dai territori, dagli amministratori locali e dai tanti imprenditori della mia provincia, Mantova, che ho avuto modo di sentire in questi giorni. Ha ragione Mariastella Gelmini quando dice che in Forza Italia non c’e’ piu’ spazio per i moderati. Da oggi non faccio piu’ parte di Forza Italia e lascio ogni carica all’interno del partito”. Cosi’ la deputata Annalisa Baroni,
annunciando in una nota il suo addio a Forza Italia.

FI: assessore Lombardia Mattinzoli lascia il partito

L’assessore regionale lombardo alla Casa, Alessandro Mattinzoli lascia Forza Italia e la carica di coordinatore del partito a Brescia. Lo ha reso noto lui stesso sottolineando la propria contrarieta’ alla decisione di far cadere il governo. Per quanto riguarda la Regione, Mattinzoli mette “a disposizione” del governatore Attilio Fontana la carica di assessore.

Rampelli: Tajani premier? Strano era monarchico

“La regola fin qui valsa nel centrodestra prevede che a esprimere il premier sia il partito più votato della coalizione e così sarà anche dopo il 25 settembre”. Lo sostiene in una intervista a La Repubblica, il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli che parlando delle pressioni dal Ppe affinché venga scelto Tajani come candidato premier precisa: “Mi sembra strano, il presidente Tajani era addirittura monarchico – dice -. Con tutto il rispetto per il Ppe, del quale Meloni è stata parte senza che nessuno eccepisse nulla, al governo italiano pensano gli italiani”.

Respinge le accuse mosse contro FdI di essere di matrice fascista. “La generazione che ha fondato FdI ha scavato un solco invalicabile tra la destra e l’estremismo, compresa ogni forma di nostalgismo- sottolinea -. In una nazione civile mi aspetterei il riconoscimento degli avversari per questo percorso, così come noi riconosciamo a una certa sinistra di essersi smarcata dal comunismo”. E aggiunge: “Noi con il fascismo non abbiamo nulla a che fare e andiamo fieri di averlo consegnato alla storia da prima di Fiuggi”.

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