Financial Times: ‘Con caduta Draghi a rischio accesso Roma a Recovery’

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“I governi e gli investitori di tutta Europa guardano con nervosismo all’Italia, mentre cercano di capire cosa comporterà il crollo del governo di Mario Draghi per il fondo di risanamento Covid da 800 miliardi di euro dell’Ue, di cui Roma è il principale beneficiario”. E’ quanto scrive sull’apertura del suo sito il Financial Times, tornando sulla crisi del governo italiano in un articolo dal titolo: “L’accesso del Paese alla sua quota degli 800 miliardi di euro dei fondi Ue per il Covid è in gioco dopo l’uscita di Mario Draghi”. “Il fondo è il più ambizioso progetto economico comunitario dalla nascita dell’euro. Solo all’Italia sono stati assegnati 200 miliardi di euro di fondi Ue, considerati vitali per rilanciare l’economia del Paese, cronicamente sottotono. Come gli altri Paesi, l’Italia ha concordato un ambizioso calendario di riforme e obiettivi di investimento per sbloccare le tranche di denaro dell’Ue. Ma una campagna elettorale prematura mette in dubbio la possibilità che il Paese riesca a rispettare le scadenze di quest’anno, una preoccupazione riconosciuta dal Presidente Sergio Mattarella quando ha sciolto il Parlamento la scorsa settimana”, si legge sul foglio britannico. Il Ft ricorda che gli analisti di Goldman Sachs hanno dichiarato in una nota di lunedì di vedere “significativi venti contrari” per il debito italiano a causa dell’aumento dell’incertezza politica e dei potenziali ritardi nell’attuazione degli investimenti e delle riforme del Recovery.

Nel caso in cui l’accesso di Roma ai fondi sia compromesso “la fragile economia italiana non sarebbe l’unica vittima. Sebbene il fondo sia stato concordato come misura una tantum in risposta alla crisi economica causata dalla pandemia, i sostenitori di una maggiore integrazione fiscale dell’Ue lo vedono come un potenziale precedente per ulteriori azioni congiunte. Se lo schema dovesse naufragare in Italia, aumenterebbe lo scetticismo nelle capitali del Nord Europa, che sono profondamente diffidenti nei confronti dell’emissione congiunta di debito”, si legge sul quotidiano londinese.

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