M5S, da Grillo no anche a ‘microderoga’ a 2 mandati. Ma Conte: ‘Non mando in soffitta chi difende nostri ideali’

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Fonti vicine a Grillo si erano dette convinte che una deroga mignon, uno strapuntino destinato comunque a scontentare i più, sarebbe passato. Ma chi ci ha parlato in queste ore, mentre dalla Costa Smeralda continua a sentire ininterrottamente i suoi, compreso il leader Conte, assicura all’Adnkronos che il no di Grillo non ammette deroghe, nemmeno per persone a lui così vicine, leggi Fico e Raggi. Stesso discorso per il ‘principio di rotazione’, ossia il via libera – a cui aveva aperto lo stesso Grillo solo qualche mese fa salvo poi cambiare idea – alle candidature per un seggio in Parlamento europeo o in Regione per chi ha alle spalle due mandati a Montecitorio o a Palazzo Madama, e viceversa. Grillo conferma di non voler derogare a una regola che, a suo dire, se verrebbe meno segnerebbe la fine del Movimento.

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“Grillo è deciso a non concedere nessuna deroga nemmeno tra istituzioni diverse -racconta chi è vicino al garante- i big gli chiedono un pacchetto di nomi da salvare, ma Beppe non vuole. Conte è tra l’incudine e il martello, gli stanno addosso per ottenere una deroga e allargarne le maglie. Ma Beppe è stato molto chiaro e lo è più volte al giorno, perché su questo non lo lasciano in pace”. Chi è vicino a Grillo, sostiene oltretutto che Grillo sia l’unico custode dell’interpretazione delle regole M5S e che il suo giudizio sia insindacabile.

M5S, Conte: “Due mandati? Non mando in soffitta chi difende nostri ideali”

Il doppio mandato? “Questa settimana chiuderemo la partita, che è importante per il M5S ma forse genera poco interesse fuori. Non è un diktat, ma lo spirito della regola sarà in ogni caso salvaguardato”, dice al ‘Corriere della Sera’ il leader del M5S, Giuseppe Conte. E a chi gli chiede del futuro di big come Fico, Taverna e Bonafede, l’ex premier risponde: “Siamo una comunità che pone al suo fondamento la dignità della persona. Nessuno di coloro che sono rimasti ha gettato la spugna. In ogni caso non manderemo in soffitta chi per dieci anni ha preso insulti per difendere i nostri ideali e per contribuire in Parlamento a realizzare le nostre battaglie. Una cosa è certa, la loro esperienza sarà in ogni caso preziosa”.

“Auguro al Pd e a tutti i suoi numerosi compagni di viaggio buona fortuna, ne avranno bisogno. Noi siamo un’altra cosa rispetto a questa affollata e confusa compagnia: il nostro sguardo non si è mai fermato ai salotti buoni delle Ztl, su questo siamo sempre stati chiari”, dice Conte. “Piuttosto, questa chiarezza manca totalmente al campo largo. Come pensano di conciliare il liberismo sfrenato di Calenda con le politiche sul lavoro di Orlando?”, si domanda il presidente del M5S, che aggiunge: “E a proposito di chiarezza, dovranno spiegare ai loro elettori perché sono passati dall’agenda del Conte II all’agenda Draghi, mettendosi insieme a chi quel governo Conte II lo ha sabotato”. “Saremo in tre a contenderci la guida del Paese. Quello che noi proponiamo, in antitesi al centrodestra e al campo dell’agenda Draghi, è un ‘campo giusto’, il campo della giustizia sociale”, prosegue Conte.

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2 Commenti

  1. credo sia naturale che i 5S senior lavoreranno (ovviamente chi lo desidera e previo compenso) per supportare il rinnovamento del M5S, evitando così di commettere gli stessi errori del recente passato.
    Cestinare l’esperienza acquisita è da idioti!

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