Sondaggi, Ghisleri: «Più Meloni viene attaccata più cresce»

0
4929

«Ci sono in realtà due primi partiti, Pd e FdI, che hanno preso la volata in questo post-crisi. C’è il desiderio evidente di primeggiare nelle alleanze, una competizione molto forte. Comunque, il voto verso Giorgia Meloni non sarebbe cresciuto così se ci fossero state forti resistenze moderate; ad oggi lei, come è capitato ad altri suoi colleghi in precedenza, più viene attaccata più cresce. Un po’ com’è successo alla Lega quando superò ampiamente il 30,0%. Il rischio vero che può far perdere voti moderati ad una coalizione si concretizza se si spinge troppo l’acceleratore, ponendo confini netti e rendendo impossibile ai propri alleati di portare avanti le loro istanze. La coalizione deve lavorare insieme, la forza più in auge dev’essere anche generosa verso i suoi compagni di viaggio. Più si alzano i toni e più si desidera imporre il proprio leader, tuttavia in ogni coalizione ci sono più leader…».

Lo ha detto in un’intervista a Il Giornale la direttrice di Euromedia Research, Alessandra Ghisleri.

«Gli eccessi non premiano, servono proposte che vadano incontro alle persone, ai loro problemi. I toni forti sono giustificati solo se servono ad ottenere importanti risultati in questa direzione», ha spiegato la sondaggista.

Sarebbe meglio scegliere il candidato premier dopo il voto? «Ciò che conta è presentarsi con una visione del Paese, che possa convincere il cittadino ad aderire all’idea. Non servono proposte iperboliche, ma dimostrare che si hanno all’interno della coalizione le competenze per realizzare quegli obiettivi. Oggi si parla molto di Agenda Draghi, tuttavia mentre Mario Draghi non deve trovare consensi ai fini elettorali, per i partiti risulta più complicato», ha risposto Ghisleri.

Quanto a Draghi «il suo indice di fiducia è ancora molto alto, 54-55 %, nella settimana di crisi ha guadagnato 5,4 punti percentuali», ha rilevato Ghisleri, che ha fatto ntoare: «Un calo importante hanno avuto invece il M5S, Lega, Fi e anche Di Maio, che è stato indicato come colui che ha innescato la miccia per la rottura con i 5S. Ma sono reazioni a caldo, non si sa quanta memoria ne rimarrà a settembre».

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here