Sondaggi, Ghisleri su Meloni: «Più viene attaccata più cresce»

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«Ci sono in realtà due primi partiti, Pd e FdI, che hanno preso la volata in questo post-crisi. C’è il desiderio evidente di primeggiare nelle alleanze, una competizione molto forte. Comunque, il voto verso Giorgia Meloni non sarebbe cresciuto così se ci fossero state forti resistenze moderate; ad oggi lei, come è capitato ad altri suoi colleghi in precedenza, più viene attaccata più cresce. Un po’ com’ è successo alla Lega quando superò ampiamente il 30,0%.

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Così in un’intervista a Il Giornale Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Reserch, rispondendo alla domanda se il profilo di destra di Meloni possa spaventare l’elettorato moderato.

«Il rischio vero che può far perdere voti moderati ad una coalizione si concretizza se si spinge troppo l’acceleratore, ponendo confini netti e rendendo impossibile ai propri alleati di portare avanti le loro istanze. La coalizione deve lavorare insieme, la forza più in auge dev’essere anche generosa verso i suoi compagni di viaggio. Più si alzano i toni e più si desidera imporre il proprio leader, tuttavia in ogni coalizione ci sono più leader», ha spiegato la sondaggista.

«Gli eccessi non premiano, servono proposte che vadano incontro alle persone, ai loro problemi. I toni forti sono giustificati solo se servono ad ottenere importanti risultati in questa direzione», ha sottolineato.

Sarebbe meglio scegliere il candidato premier dopo il voto? «Ciò che conta è presentarsi con una visione del Paese, che possa convincere il cittadino ad aderire all’idea. Non servono proposte iperboliche, ma dimostrare che si hanno all’interno della coalizione le competenze per realizzare quegli obiettivi. Oggi si parla molto di Agenda Draghi, tuttavia mentre Mario Draghi non deve trovare consensi ai fini elettorali, per i partiti risulta più complicato», ha risposto.

Quanto al Pd, Ghisleri ha detto: «La polarizzazione giova alla sinistra, divide in bianco e nero, senza le sfumature della coalizione. Per questo a Enrico Letta conviene contrapporsi a Giorgia Meloni che è più lontana da lui, mostrando la sua faccia più moderata».

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