Elezioni, contatti tra Di Maio e Partito animalista italiano

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Contatti in corso in queste ore per un’alleanza tra il Partito animalista italiano e Impegno Civico di Luigi Di Maio, in vista delle elezioni politiche 2022 in programma il 25 settembre. “E’ in corso un’interlocuzione con i vertici di Impegno Civico per definire insieme una proposta concreta che caratterizzi Impegno Civico oltre che per la sua sensibilità ambientale anche per una sensibilità animalista”, annuncia la Presidenza del Partito Animalista Italiano, formazione politica che alle europee del 2019 ha ottenuto una percentuale dello 0,6% a livello nazionale.

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Staff Di Maio: “Al lavoro per allargare la rete”

“Stiamo lavorando”, è il commento all’Adnkronos dell’entourage del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Sono ore decisive”: il riferimento è ai contatti trasversali che Impegno Civico sta avendo in queste ore con movimenti civici e territoriali. La macchina continua a lavorare silenziosamente ogni giorno e dopo l’addio di Carlo Calenda al centrosinistra si amplia lo spazio d’azione di Impegno Civico dentro la coalizione: ne sono convinti i vertici della nuova formazione di Di Maio, che al momento rimane silente. Ieri la riunione con i parlamentari, oggi giornata di incontri e chiamate. Dopo aver avviato interlocuzioni con il Partito animalista italiano, ci sono diversi “contatti in corso, si continuerà ad aggregare”, confermano i ‘dimaiani’. E sugli attacchi ricevuti negli ultimi giorni da Calenda e Conte, bocche cucite: “Bisogna unire e costruire, il resto non importa”, filtra dagli ambienti vicini al titolare della Farnesina.

Calenda: “Letta ha fatto patto con chi è comunista”

“Il Pd prima ha fatto un patto con noi, e poi ha fatto un patto con contenuti contrari con chi ha votato 55 volte contro la fiducia a Draghi, e dice no a tutto, ai termovalorizzatori, con chi in fondo è comunista, perché alla fine della fiera è questa”. Lo ha detto il segretario di Azione Carlo Calenda commentando lo strappo di ieri con il Pd. “Io ho detto a Letta, ‘se firmi il patto, se formalizzi questo la gente non capirà più niente, diventa un’accozzaglia come con Bertinotti Turigliatto e Pecoraro Scanio’ – ha aggiunto Calenda – Letta sapeva benissimo che avremmo rotto, lo sapeva +Europa, ma hanno pensato di tenerci dentro dicendoci, ‘tanto devi raccogliere le firme’. Raccolgo le firme, perché questa roba qui è inguardabile”.

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