Di Battista: «Così Meloni fa finta di opporsi al sistema»

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«L’Italia è il Paese dell’asfalto elettorale, dei “media” elettorali e dell’opposizione elettorale. Ci sono amministratori che non alzano un dito per anni. Che si concentrano solo nel soddisfare coloro che li hanno finanziati. Che si dimenticano delle promesse, dei programmi, dei cittadini. Poi, magicamente, quando si avvicinano le elezioni partono i lavori, l’asfalto ricopre le prime strade (ovviamente quelle più in vista) e si moltiplicano le rotatorie».

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Così su Facebook Alessandro Di Battista.

«Ci sono poi i “media elettorali”. Direttori di Tg, editorialisti e giornalisti che fiutano il vento e si riposizionano. Non fanno informazione, semplicemente, si inchinano davanti al potente di turno. Poi c’è chi fa finta di opporsi al sistema. Un esempio? La Meloni. Nell’ultimo anno e mezzo la Meloni ha fatto finta di stare all’opposizione. Ha avallato la strategia fallimentare Draghi-Di Maio per quel che concerne la guerra in Ucraina. Ha detto sì all’aumento delle spese militari e all’invio di armi a Kiev. Come un Letta qualsiasi. Anche lei pensa che solo baciando la pantofola di Biden si potrà entrare a palazzo Chigi. Ma così non si fa politica. Così si gestisce solo il potere. Della Meloni si ricorda spesso il voto favorevole alla legge Fornero. Si ricorda meno la sua presenza, come ministro, in quel governo Berlusconi che sostenne la guerra in Libia voluta soprattutto dalla Clinton e da Sarkozy (per ragioni geopolitiche, non certo per la salvaguardia dei diritti umani). Tra l’altro La Russa era addirittura ministro della difesa», ha scritto ancora l’ex deputato.

«Ebbene quell’ignobile intervento militare ha rappresentato per l’Italia la più grande sconfitta dalla fine della II guerra mondiale in poi. Non si può dimenticare. E guardate la Libia oggi. Instabilità, fondamentalismo islamico, guerra civile, soldati russi e turchi che controllano parti di territorio dove un tempo noi italiani avevamo interessi e immigrazione fuori controllo. Altro che patriota, altro che sovranismo. La solita genuflessione. D’altro canto la Meloni si presenta alle elezioni con i partiti che hanno sostenuto Draghi e va a braccetto con un finanziatore di Cosa nostra come Berlusconi e con un partito votato in massa dai mafiosi nella speranza che tutelasse i loro interessi.
Per me coerenza e credibilità sono cose importanti. Non credo sia tollerabile dire pubblicamente come ha fatto la Meloni “le lezioni di Paolo Borsellino forgiano il nostro cammino” ed allearsi con Forza Italia. Un partito fondato da Dell’Utri il cui leader è colui che diede miliardi su miliardi proprio a quell’organizzazione criminale che lo fece a pezzi», ha concluso.

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