‘Ndrangheta, maxi-blitz su richiesta della Dda diretta da Gratteri a Cosenza: 200 arresti, il sindaco di Rende ai domiciliari

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Un’operazione contro la ‘ndrangheta è stata condotta all’alba a Cosenza e nell’hinterland cittadino da carabinieri, polizia e guardia di finanza con il coordinamento della Dda di Catanzaro. Sono state eseguite oltre duecento ordinanze cautelari emesse dal Gip distrettuale del capoluogo su richiesta della Dda, diretta da Nicola Gratteri.

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Nell’operazione – riporta l’Ansa – sono coinvolti amministratori locali, professionisti, imprenditori ed esponenti della criminalità organizzata cosentina. Ai domiciliari è finito il sindaco di Rende, l’avvocato Marcello Manna, presidente dell’Anci (l’Associazione dei comuni italiani) della Calabria. Al momento non è stato possibile sapere quale sia il fatto contestato a Manna e se si riferisca alla sua attività di amministratore o di professionista. Sempre ai domiciliari anche altri due amministratori locali.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, dalle Squadre mobili di Cosenza e Catanzaro e dallo Sco, dai finanzieri del Comando provinciale di Cosenza e del Nucleo di polizia economica finanziaria di Reggio Calabria, dal Gico di Catanzaro e dallo Scico della Guardia di finanza. Le persone destinatarie delle ordinanze di custodia cautelare sono, secondo l’accusa, responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, organizzazione illecita di giochi anche d’azzardo e di scommesse, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di beni e valori.

Si legge sul Corriere della Sera che «le indagini che hanno coinvolti non solo gli esponenti delle ‘ndrine cosentine ma anche politici locali, professionisti e imprenditori comprendono un periodo che va dal 2017 alla fine del 2021 e sono state sviluppate tramite intercettazioni ambientali e telefoniche e le dichiarazioni di collaboratori di giustizia». «Gli investigatori avrebbero ricostruito molte estorsioni contro esercizi commerciali e un vero e proprio sistema di finanziamenti a tassi usurari grazie ai proventi del traffico di droga e dalle estorsioni. Le ‘ndrine avrebbero anche imposto con la loro forza intimidatrice servizi di sicurezza per eventi o locali nel Cosentino e si sarebbe persino interessata di finanziamenti pubblici per le imprese. Inoltre parte del denaro «sporco» sarebbe stato reinvestito nel settore dei giochi e delle scommesse», spiega il quotidiano.

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