Povertà: “Rischio oltre mezzo milione di nuovi poveri a fine 2022”

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“A marzo avevamo fatto un’osservazione: a fronte del 6,6% del Pil i poveri non erano diminuiti in Italia. Erano sempre 5,6 milioni, cresciuti di un milione nel corso della pandemia ed erano rimasti tali. Questo perché l’alta inflazione aveva impedito a 350mila persone di risalire oltre la soglia. E le persone aiutate, che si rivolgono agli enti caritativi sono ormai 1 mln e 700 mila. Già dai primi mesi di quest’anno questo numero stava crescendo, e la nostra previsione, considerando anche l’inflazione in crescita, era di ritrovarci con almeno il 10% di nuovi poveri sui 5,6 mln già presenti. Speriamo tanto di sbagliarle queste previsioni, ma non siamo ottimisti su questo autunno”. E’ l’allarme che lancia, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Giovanni Bruno, presidente di Fondazione Banco Alimentare onlus, che coordina una rete di 21 banchi alimentari regionali e ha raccolto oltre 126mila tonnellate di cibo nel 2021, con oltre 7600 strutture caritative convenzionate.

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“Senza considerare -continua Bruno- il rischio di chiusure significative di aziende e di nuovi disoccupati: la tipologia di nuovi poveri è costituita dalla famiglia monoreddito, con un lavoro regolare, che non vede crescere le sue necessità ma vede crescere enormemente i costi per far fronte alle sue necessità. Per una coppia con due figli si parla di una stangata di 2.600 euro in più, una cifra che per una famiglia monoreddito si sente e anche in modo pesante”, spiega ancora.

“Noi speriamo ardentemente che nei prossimi mesi non ci sia una valanga di nuovi poveri ma sicuramente un incremento significativo ci sarà e questo costituisce un problema. Nel 2020 abbiamo avuto un milione di nuovi poveri in più e nel 2021 nonostante la crescita non sono diminuiti. E questo vuol dire che difficilmente quando uno scivola sotto la soglia di povertà uno riesce a recuperare. Se per ‘scivolare’ ci vogliono 5 minuti, e basta una spesa imprevista, un incidente, qualunque cosa, anche per una famiglia con reddito, poi recuperare poi diventa molto più faticoso”, rimarca ancora Bruno.

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