Elezioni, Floris: «Meloni è la protagonista, ma è spesso sulla difensiva, usa toni eccessivi»

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Giorgia Meloni «è la protagonista di queste elezioni, ma è spesso sulla difensiva, usa toni eccessivi. Ha un modo di porsi che non rende merito al percorso che ha compiuto».

Così in un’intervista al Corriere della Sera il conduttore di DiMartedì, Giovanni Floris, secondo il quale la leader di FdI «ha ammorbidito e ampliato i contenuti del suo messaggio, ma fa fatica a cambiare l’atteggiamento, la postura. Quando parla nei comizi lascia interdetti».

Perché? «Perché toni e atteggiamenti del genere te li aspetti da chi rappresenta il 4% della popolazione, non da una futura premier».

Alla domanda Fiamma tricolore sia un problema, Floris risponde che «lo è, ma evidentemente non viene percepito come tale da almeno il 20% degli italiani. Chi non lo reputa rilevante, chi non conosce la storia e il significato di questo simbolo, chi non ci pensa. E chi ne è addirittura orgoglioso. Sarebbe invece giusto e coraggioso cancellarla».

Il centrodestra va unito «alle elezioni, ma sembrano pronti a dividersi un minuto dopo il voto», dice ancora Floris, che lo deduce «dalle interviste, dal modo di parlare, dai loro precedenti: penso alle amministrative, al governo Draghi, al pasticcio per l’elezione del presidente della Repubblica. È facile immaginare che la Meloni debba temere più i suoi alleati che non i suoi avversari. Salvini e Berlusconi hanno avuto molto potere, lo devono cedere a lei: una leadership tra l’altro femminile, una novità che li rende ancora meno moderni, e necessariamente li marginalizza. Non credo verrà evitata la solita performance del dopo voto: eccezioni, richieste, veti».

Il centrodestra sembra «a vincere di default, un po’ come accadde a Bersani, e dare per scontate le cose può essere un errore alle elezioni. Ma è pur vero che i sondaggi parlano chiaro».

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