Di Battista contro Meloni: «Vuole abolire il reddito di cittadinanza, ma ha guadagnato 2,24 milioni dallo Stato»

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«Meloni è parlamentare della Repubblica dal 28 aprile del 2006. Le paghiamo lo stipendio da 16 anni, 4 mesi e 22 giorni. L’indennità da parlamentare ammonta a 10435 euro lordi al mese (circa 5000 euro netti) il che significa che solo di indennità la Meloni ha percepito ad oggi 984000 euro. Netti! A questi vanno aggiunte le spese di esercizio di mandato e le diarie».

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Così sui social l’ex parlamentare del M5S Alessandro Di Battista.

«Dovete sapere che la diaria (3500 euro al mese) viene erogata a tutti i parlamentari, anche a quelli che già vivevano a Roma prima di essere eletti. E’ il caso della Meloni. Solo di diaria, dunque, la Meloni ha ottenuto 686.000 euro. In pratica la Camera, per consentirle di vivere nella città dove già viveva le ha bonificato denaro sufficiente a comprare due appartamenti (tra l’altro buoni appartamenti) a Roma. Vi ricordo che la diaria è esentasse! Nessun deputato deve giustificare le spese. C’è chi neppure prende casa a Roma e fa il pendolare (tra l’altro i parlamentari hanno gratis treni, aerei anche in I classe) e che comunque percepisce 3500 euro al mese di diaria. Non vi dimenticate poi le spese di esercizio del mandato. Solitamente i deputati utilizzano tali denari per pagare i propri collaboratori. Si tratta di ulteriori 3690 euro al mese. In questo caso la Camera chiede di rendicontarne solo il 50%, ovvero 1845 euro. I restanti 1845 euro al mese sono a completa disposizione del parlamentare. Magari la Meloni avrà utilizzato il 100% delle spese di esercizio del mandato per i propri collaboratori senza tenersi nulla per sé (io almeno facevo così). Sarebbe interessante saperlo», ha aggiunto.

«Vi ricordo inoltre che la Meloni dal 4 maggio 2006 al 28 aprile del 2008 è stata vicepresidente della Camera. Dunque ha ottenuto, oltre allo stipendio da parlamentare, 1774 euro al mese come indennità aggiuntiva e non mi risulta (magari sbaglio, ma ripeto, non mi risulta) che abbia rinunciato come, per esempio, ha fatto Maria Edera Spadoni. Anche io nei due anni e mezzo da vicepresidente della commissione esteri ho ricevuto una seconda indennità. 350 euro al mese circa. Prima di ricevere il primo bonifico scrissi alla Camera dicendo che rinunciavo e che trovavo immorale le indennità aggiuntive dato che già gli stipendi dei parlamentari erano corposi.
La Meloni, oltretutto, ha maturato una bella pensione. Pensate, ai parlamentari basta una sola legislatura per maturare 1100 euro al mese di pensione a 65 anni. Con due legislature diventato 1600 euro al mese a 60 anni. Immagino che vi siano scatti ulteriori anche per la terza, la quarta, la quinta legislatura etc», prosegue il post.

«Per finire, dopo aver ricordato che i parlamentari hanno molti altri privilegi (assicurazioni sanitarie, 2500 euro a legislatura per computer o cellulari, treni, aerei e navi gratis, telepass etc etc), mi preme menzionare l’assegno di fine mandato, il tfr dei parlamentari. Ebbene si tratta di 43000 euro a legislatura. Dunque la Meloni ha già maturato, solo come tfr circa 170000 euro di liquidazione. Io, ho restituito il 100% del mio tfr. Dunque, sommando l’indennità da parlamentare, quella aggiuntiva da vicepresidente, le diarie, la metà delle spese di esercizio del mandato e il tfr maturato, possiamo affermare che la Meloni, ad oggi, ha ottenuto dallo Stato italiano circa 2,24 milioni di euro. Ricordatevelo quando la Meloni, parlamentare, tra l’altro, con il 64% di assenze, chiama i 600 euro al mese del reddito di cittadinanza metadone di Stato!» ha concluso.

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