Marsala, bolletta da 83mila euro ad un imprenditore. E finisce al pronto soccorso: «Dal primo ottobre chiuderemo»

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Davide Bellitteri, imprenditore di Marsala, comune del Trapanese, ha avuto un malore ed è finito al pronto soccorso dopo aver letto la cifra che dovrà pagare per un mese di fornitura di energia elettrica: 83.000 euro.

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«Non vedevo più nulla. Non avevo mai provato una sensazione del genere. Ringrazio i sanitari dell’ospedale Paolo Borsellino che mi hanno assistito e in particolare il dottore Schifano che mi ha somministrato delle gocce e mi ha tenuto per sei ore in osservazione», ha raccontato Bellitteri.

«Non si può addebitare un costo così a una attività, una cifra del genere è impensabile. Dal primo ottobre chiuderemo. In inverno con i riscaldamenti per noi sarebbe insostenibile continuare. Per cosa lavoriamo? Saranno mesi durissimi per tutti, imprenditori e dipendenti, immagino saranno a rischio anche le tredicesime se non si prenderanno provvedimenti immediati», ha detto.

Sulla vicenda interviene Annalisa Tardino, europarlamentare siciliana della Lega Salvini Premier e candidata alla Camera dei Deputati. «Un caso estremo, che rappresenta però la fotografia di una difficile situazione che denunciamo da settimane – dice -. Nei nostri giri nel territorio e dalle nostre interlocuzioni con le associazioni di categoria emerge con forza tutto il disagio di una categoria che rischia il collasso e la chiusura».

«La Lega, con il suo leader Matteo Salvini – ricorda l’europarlamentare -, da giorni chiede che la politica tutta si metta d’accordo per aiutare gli italiani, in primis per il caro bollette, in attesa delle dovute decisioni a livello Ue, considerato che Bruxelles ha imposto le sanzioni che stanno facendo aumentare le bollette degli italiani. Sanzioni che noi abbiamo votato, perché condanniamo l’invasione, ma che nei fatti non stanno fermando la guerra e stanno, invece, mettendo in difficoltà milioni di italiani. Non possiamo più attendere, la politica deve dare risposte a chi, onestamente, vorrebbe continuare a fare il proprio lavoro e mantenere le proprie famiglie», conclude Tardino.

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