Ucraina, Draghi: “Invasione militare non si ferma soltanto con le parole. Sanzioni hanno avuto effetto dirompente su Russia”

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“Un’invasione militare pianificata per mesi e su più fronti non si ferma soltanto con le parole”. Lo ha detto Mario Draghi, sottolineando che “aiutare l’Ucraina a proteggersi non è stata soltanto la scelta corretta da compiere. È stata l’unica scelta coerente con gli ideali di giustizia e fratellanza che sono alla base della Carta delle Nazioni Unite e delle risoluzioni che questa Assemblea ha adottato dall’inizio del conflitto”. Al riguardo, ha ricordato il premier nel suo intervento all’Assemblea generale, “l’Italia ha agito senza indugi, insieme agli altri Paesi membri dell’Unione Europea, agli alleati della NATO e del G7, a tutti i partner che come noi credono in un sistema internazionale basato sulle regole e sul multilateralismo”.

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Ucraina, Draghi: “Sanzioni hanno avuto effetto dirompente sulla Russia”

“Le sanzioni che abbiamo imposto a Mosca hanno avuto un effetto dirompente sulla macchina bellica russa, sulla sua economia”. Lo ha sottolineato Mario Draghi in un passaggio del suo discorso davanti all’Assemblea generale dell’Onu. “L’esito del conflitto resta ancora imprevedibile, ma Kiev sembra avere acquisito un vantaggio strategico importante” ha aggiunto il premier a New York.

Per Draghi “l’invasione dell’Ucraina viola i valori e le regole su cui da decenni poggia la sicurezza internazionale, la convivenza civile tra Paesi”, l’esito del conflitto “resta ancora imprevedibile, ma Kiev sembra avere acquisito un vantaggio strategico importante”. “Aiutare l’Ucraina a proteggersi non è stata soltanto la scelta corretta da compiere. E’ stata l’unica scelta coerente con gli ideali di giustizia e fratellanza che sono alla base della Carta delle Nazioni Unite e delle risoluzioni che questa Assemblea ha adottato dall’inizio del conflitto”, afferma. Poi cita Gorbacev: “‘Affrontare i problemi globali – disse Gorbacèv – richiede un nuovo ‘volumè e una nuova ‘qualità’ della cooperazione” da parte degli Statì. La nostra reazione alla guerra in Ucraina serve a riaffermare che la violenza gratuita non può avere spazio nel ventunesimo secolo.
L’Italia auspica ci possa essere un futuro in cui la Russia torni al rispetto dei principi che scelse di sottoscrivere nel 1945.
Un mondo diviso in blocchi, attraversato da rigide demarcazioni ideologiche e contrapposizioni militari non genera sviluppo, non risolve problemi”.
“Anche nei prossimi anni, l’Italia continuerà a essere protagonista della vita europea, vicina agli alleati della Nato, aperta all’ascolto e al dialogo, determinata a contribuire alla pace e alla sicurezza internazionale – ha aggiunto il premier -. Sono gli stessi principi e obiettivi che ispirano le Nazioni Unite, che è necessario e urgente difendere oggi”. “Nonostante le divisioni degli ultimi mesi, abbiamo una base solida su cui costruire – sottolinea -. La Presidenza italiana del G20 dello scorso anno è coincisa con un momento di grande collaborazione tra Paesi. E’ un’eredità che non dobbiamo disperdere. A questo proposito, voglio richiamare la disponibilità di Roma a ospitare Expo 2030, per continuare a offrire soluzioni condivise ai problemi globali”, conclude Draghi.

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