Seggi uninominali, D’Alimonte: «La sorpresa che potrebbe sconvolgere i pronostici fatti finora potrebbe venire dal M5S»

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Chi l’avrebbe mai detto solo qualche settimana fa?

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Il Movimento 5 Stelle potrebbe essere la vera sorpresa delle elezioni di domenica 25 settembre.

Il sondaggista Roberto D’Alimonte spiega sul Sole 24 Ore che per impedire che il centrodestra possa arrivare ai 101 seggi che gli garantirebbero la maggioranza assoluta (senza i senatori a vita) in Parlamento, le altre forse politiche dovrebbero vincere in 31 seggi.

Facendo i conti, il centrosinistra non è in grado, stando ai sondaggi, di ottenere il successo in 31 seggi uninominali. Quanto al Terzo Polo, non è dato vincente neanche in un seggio. Ma rimane l’incognita M5S.

«Fino a poco tempo fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul fatto che i Cinque Stelle potessero essere competitivi nella arena maggioritaria. Oggi la sensazione che si percepisce è che non sia più così. La sorpresa che potrebbe sconvolgere i pronostici fatti finora potrebbe venire da questa parte», sottolinea D’Alimonte, ricordando che «nelle elezioni del 2018 alla Camera il M5s ha preso nelle regioni del Sud (da Roma in giù) il 43% dei voti e ha vinto l’83% dei seggi uninominali. Al Senato è andata più o meno allo stesso modo. Anche oggi la sua base elettorale è qui. Al Nord conta poco. Al Sud conta molto grazie al credito che si è conquistato con il reddito di cittadinanza. Per competere nei collegi uninominali del Sud basta avere tra il 30 e il 35% dei voti».

Non è un’impresa semplice, riconosce il sondaggista, ma i 5Stelle potrebbero farcela. E se dovessero vincere in metà dei 31 collegi del Sud al Senato, «la somma di questi collegi con quelli che la coalizione di Letta vincerà nel resto del paese potrebbe privare il centro-destra della maggioranza assoluta».

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