Guccini: «Dopo aver provato Berlusconi, Renzi, Grillo, Salvini, vogliono provare Meloni. Ma sono innamoramenti di pancia, che sfioriscono presto»

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«Quando ero ragazzo nelle balere si approcciavano le donne con un “balla, signora?”. Ed era o sì o no. Una volta una ragazza rispose così a un mio amico: “Proviamo anche questa”. Ecco, gli italiani, dopo aver provato Berlusconi, Renzi, Grillo, Salvini, vogliono provare Meloni; è qualcosa di connotato alla società italiana, ma sono innamoramenti di pancia, che sfioriscono presto».

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Lo ha detto Francesco Guccini in un’intervista a ‘Repubblica’.

Secondo il cantautore «gli elettori in democrazia hanno sempre ragione. A loro dico: “Godetevela!”». Mentre la leader di Fratelli d’Italia «ha due facce. Quella dell’endorsement a Vox, di “io donna e cristiana”; e quella atlantica, europeista, pro Euro, per smussare gli angoli. I contadini di Pavana definivano questo atteggiamento “da uova e da latte». Ma la sua vera faccia «non si dissimula, alla fine viene fuori. Ha notato com’è violenta nei comizi? Urla continuamente». Ricorda però che proprio Meloni una volta lo invitò ad Atreju, la festa dei giovani di destra: «Mi telefonò, cortesemente declinai».

Guccini nn sa dire il motivo per cui Gasparri, Alfano e persino Gianluigi Paragone siano suoi fans: «Vede, io non sono mai stato un cantautore militante. Ho sempre toccato le vite delle persone, canzoni esistenziali, di gente che si barcamena. E non sono mai stato comunista. Non avrei mai potuto con quel che avvenne col totalitarismo sovietico, ma riconosco i tanti pregi che il Pci ebbe nella crescita della società italiana». E come si definirebbe allora? «Un anarchico libertario. Voterei per il Psi di Nenni, se ci fosse».

Guccini su Meloni: «Quando feci la goliardia di cantare Bella Ciao cambiando le parole, mi infamò»

«Lei dice che quando è nata, il fascismo non c’era più. Dice anche di essere cristiana, ma quando è nata anche Cristo era già morto…».

Così Francesco Guccini parlando di Giorgia Meloni in un’intervista a Zoro andata in onda nell’ultima puntata di Propaganda Live.

«Credo che ad esempio lei non riuscirà mai a dire apertamente che il 25 aprile va festeggiato perché ha segnato un momento fondamentale per gli italiani, quello della Liberazione».

«Non so se ti ho mai raccontato quando negli anni 90, mi ha telefonato», ha domandato il cantautore, che ha poi raccontato:

«Io non sapevo neanche chi fosse. Ai tempi era la segretaria dei giovani di Alleanza Nazionale e voleva che io partecipassi ad un incontro. Cortesemente, rifiutai. Quando poi qualche anno dopo feci la goliardia di cantare Bella Ciao cambiando le parole, mi ha infamato. Non ci siamo più chiariti. E non mi ha nemmeno più chiamato».

In occasione del 25 aprile del 2020, Guccini aveva cantato l’inno alla Resistenza modificando le parole della canzone: gli invasori odierni sono diventati i tre leader del centrodestra: Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Il testo del video, diventato virale, recitava:

«Stamattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor. C’era Salvini con Berlusconi, o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao con i fasci della Meloni che vorrebbero ritornar. Ma noi faremo la resistenza, o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao, noi faremo la resistenza come fecero i partigian. O partigiano portali via, come il 25 april».

Guarda il video:

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