Renato Zero: “Andremo a votare come si fa una schedina del totocalcio”

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“C’era bisogno di andare al voto così in fretta? Stavamo così bene con Draghi! Poteva finire il suo mandato. Così andremo a votare come si fa una schedina del totocalcio. Non conosciamo i candidati. Abbiamo avuto gli Almiranti, i Saragat, Togliatti e Nenni gente che girava le borgate e invece ora brancoliamo nel buio”.

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Renato Zero ha aperto così al Circo Massimo la sua sei giorni di concerti romani. “La coincidenza con la campagna elettorale? Non l’avevamo minimamente immaginata ma non mi ha toccato. Pure io sono stato votato dalla gente che sta qui queste sere”, spiega.

“Vogliamo la pace, vogliamo un governo fatto magari di tre persone ma di gente che si rende conto, che si occupi delle esigenze degli operai, degli studenti, dei malati. Non c’è più un euro. È folle che un italiano paghi 600 euro di bolletta della luce. Un tempo nelle famiglie c’era un salvadanaio, ora non c’è più niente. Perché non dobbiamo avere la garanzia di un governo che ci guidi alla moderazione dei consumi? Perché dobbiamo aspettare l’ultima decisione di Putin”, dice.

Il cantante non si esibiva nella sua città dal 2019: “È come riprendere gli studi dopo averli abbandonati e doversi imbattere in Omero. Il palcoscenico è una realtà molto impegnativa. E quando ci si distacca anche brevemente, devi fare un po’ training”. Della misteriosa scaletta, che cambierà ogni sera, dice: “Ho lasciato tanti brani a casa. Ogni sera sarà un concerto diverso con alcuni cardini fermi, brani che più di altri si sono inseriti in un certo mio cerimoniale con i fan. Credo di aver fatto un bel lavoro”, racconta incontrando i giornalisti prima della serata d’esordio (le altre sono in programma il 24, 25, 28, 30 e 1 ottobre) mentre circa 15.000 sorcini riempiono l’arena allestita con sedute (in tutto sono attesi 98.000 spettatori nelle sei serate). “Il mio pubblico è un pubblico che si è misurato con il disagio, con la sofferenza. Io divento un sindacalista. La canzone diventa un canto di guerra, a volte un’oratoria per avvicinarsi a Dio. La fede? Per me è prima di tutto la necessità di fare pace con se stessi”. Nelle sei serate avrà diversi ospiti e farà degli omaggi ma non a Raffaella Carrà: “Non mi è sembrato opportuno perché per me Raffaella è ancora viva. All’Argentario mi sembra ancora di pranzare con lei. Farò però degli omaggi a Mimì e a Gabriella Ferri nelle prossime sere”.

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